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Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
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Storie

Diplomi e medaglie per gli obiettivi raggiunti dai bambini e le loro mamme

30 DIC 2013 - Il Servizio della Disfagia del Bambino Gesù e la Fondazione Emanuela Panetti Onlus insieme per festeggiare a Natale gli obiettivi raggiunti dai piccoli pazienti e le loro famiglie. Una delle mamme ci regala la propria storia

Una festa di Natale speciale organizzata dal Servizio della Disfagia dell’OPBG di Palidoro (afferente ai Reparti di Neuroriabilitazione e Chirurgia) per i bambini in terapia e i loro genitori, in collaborazione con la  Fondazione Emanuela Panetti Onlus, che durante l’anno manda i suoi clown a donare sorrisi ai bimbi ricoverati.

Il Coordinatore del Servizio, la dott.ssa Antonella Cerchiari, insieme alle altre due logopediste, Martina Falbo e Flavia Carosi, hanno organizzato una piccola cerimonia durante la quale i piccoli pazienti sono stati premiati con il tradizionale cappello da laureato e una medaglia indicante gli specifici obiettivi raggiunti durante la terapia.

Diplomi sono stati consegnati anche i genitori, il cui coinvolgimento nella terapia è assolutamente fondamentale, e a diversi volontari che durante l’anno forniscono supporto di diverso tipo.

«L’obiettivo – come ci spiega anche la dott.ssa Gessica Della Bella, Medico Fisiatra della Neuroriabilitazione – è sempre quello di mettere al centro delle nostre attività, siano esse propriamente terapeutiche o anche ludiche/“distrazionali”, ogni singolo bambino rendendolo parte attiva del proprio processo terapeutico».

In apertura dell’evento è stato proiettato un video che ha riassunto le attività dell'anno del servizio della disfagia.

«Questa festa – ha aggiunto la dott.ssa Cerchiari – è dedicata in particolare alle famiglie di questi bambini, perché non potremmo mai raggiungere questi importanti risultati se accanto alle attività terapeutiche qui in ospedale non ci fosse il duro lavoro che le mamme e i papà svolgono parallelamente a casa». 

Una delle mamme intervenute, Antonietta, ci racconta la propria esperienza al Bambino Gesù: «Mio figlio adesso ha quasi sette anni ma, nato con una sequenza di “Pierre-Robin” piuttosto grave, è stato in pericolo di vita per molto tempo e devo ringraziare la dott.ssa Cerchiari e le sue colleghe che si sono formate con lei, se ora io e mio figlio possiamo festeggiare queste fese natalizie».

Nello specifico, il figlio di Antonietta presentava insufficiente sviluppo mandibolare, lingua retratta e palatoschisi, il che comportava grave difficoltà nella respirazione e soprattutto nella deglutizione.

«Prima del primo intervento - continua Antonietta -  aveva uno stimolo della suzione molto forte ma non riusciva assolutamente a deglutire. Quando siamo tornati a casa, dopo la prima dimissione, aveva distrattori inseriti nella mandibola, la cannula della tracheotomia d’urgenza che avevano dovuto praticargli e un sondino nasogastrico. Tutto questo sembrava avergli fatto dimenticare l’istinto della suzione e io ero disperata, chiedendomi che vita avrebbe potuto condurre in futuro. Su consiglio dei chirurghi che lo avevano operato, però, sono arrivata alla dott.ssa Cerchiari che col tempo e con una pazienza e un entusiasmo che hanno finito col coinvolgere anche me, è riuscita a riportare mio figlio ad una vita normale».

«Oggi - conclude Antonietta nell’augurarci un buon anno – mio figlio mangia TUTTO!».

Parole chiave: Antonella Cerchiari, Cannula tracheotomica, Deglutizione, Disfagia, Enrico Castelli, Logopedista, Mamma, Natale, Neuroriabilitazione, Pierre-Robin, sondino nasogastrico, Suzione