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Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
guarda il video Il dott. Massimo Pennacchia, specialista in Pediatria e Neonatologia presso l'Unità di Artimologia/Sincope Unit dell'OPBG di Palidoro e S.Marinella
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nel video: Il dott. Massimo Pennacchia, specialista in Pediatria e Neonatologia presso l'Unità di Artimologia/Sincope Unit dell'OPBG di Palidoro e S.Marinella
Assistenza e Cura

Morti in culla: ecco cosa devono sapere i genitori

6 FEB 2014 - Numerose le possibili cause, compreso un fattore di predisposizione, la Sindrome del QT lungo. Ce ne parla il dott. Massimo Pennacchia

Andare a svegliare il proprio bambino al mattino e trovarlo morto, nella sua culla, senza una causa apparente. Un evento tragico e sconcertante al quale neanche l’autopsia riesce a dare risposta.

Il fenomeno delle morti in culla, dette anche “morti bianche” o SIDS (Sudden Infant Death Syndrome, ovvero  “sindrome della morte improvvisa del bambino) riguarda bambini entro il primo anno di età (più frequentemente tra il secondo e il quarto mese di vita), colpisce più i maschietti rispetto alle femminucce e conta in Italia circa 300 casi all’anno.

«Questo evento terribile - spiega il dott. Massimo Pennacchia, specialista in pediatria e neonatologia, in forza all’Unità di Aritmologia dell’OPBG di Palidoro e S.Marinella per la sua lunga esperienza in terapia intensiva neonatale e cardiochirurgica – avviene prevalentemente di notte ed è legato a una serie di possibili cause, inserite alcuni anni fa in apposite linee guida pediatriche».

Cosa consigliano queste linee guida?

« Innanzitutto – ci dice il dott. Pennacchia -  l’intero mondo della pediatria è ormai unanime nel  consigliare di far dormire il neonato in posizione supina e non, come si faceva invece un tempo, prono o di lato. Abbiamo infatti rilevato un calo dell’incidenza del fenomeno addirittura del 50% da quando tutti i bambini vengono fatti dormire a pancia in su.

Un altro elemento che, secondo le statistiche in nostro possesso, riduce il rischio di SIDS è l’uso del ciuccio! La suzione notturna, infatti, diminuisce le fasi di sonno profondo nel bambino, durante il quale si ipotizza che avvengano i casi di SIDS, soprattutto tra il 2° e il 4° mese di vita.

Una delle possibili cause di SIDS, inoltre, è il fumo passivo. Bisogna quindi assolutamente evitare di fumare sia in gravidanza sia in presenza del bambino dopo la sua nascita e, in generale, in casa e in ambito familiare.  

Un’altra causa – e questo è un rischio cui moltissimi genitori sono soggetti  - è un eccesso di calore. La nostra raccomandazione è di non coprire troppo questi bambini e di non tenere troppo alto il riscaldamento dell’ambiente in cui dormono».

Oltre a questi  consigli, preziosissimi per i genitori, c’è però un fattore di rischio non determinato da cause ambientali: la sindrome del QT lungo.

«Qui al Bambino Gesù di Palidoro  - spiega il dott. Pennacchia - c’è un gruppo dedicato allo studio del LQTS (long Q-T Syndrome) , che è una rara alterazione cardiaca, di origine genetica, caratterizzata da una ritardata ripolarizzazione delle cellule del muscolo cardiaco. La Sindrome del QT lungo era già considerata una delle principali cause di morte improvvisa nei primi 20 anni di vita, ma studi recenti hanno individuato un legame anche con i casi di SIDS, per cui oggi si consiglia di effettuare, entro il primo anno di vita (anche se non prima di un mese dalla nascita) uno screening elettrocardiografico in modo da individuare eventuali predisposizioni e programmare un monitoraggio che può salvare la vita del bambino».

Parole chiave: Aritmologia, Linee guida, Massimo Pennacchia, Morte improvvisa, Morti bianche, Morti in culla, Screening elettrocardiografico, SIDS, Sindrome del QT lungo, Terapia Intensiva Cardiochirurgica