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Il Web Magazine dell'Ospedale Pediatrico
Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
Respirare solo con il naso è fondamentale per un corretto sviluppo celebrale del bambino
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nella foto: Respirare solo con il naso è fondamentale per un corretto sviluppo celebrale del bambino
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Chiudi la bocca e salvati la vita

27 MAR 2014 - Disturbi del respiro nel sonno: la guida del dott. Giancarlo De Vincentiis sulle origini degli studi sui problemi legati alla respirazione di notte

Presidente della SIOP e specialista dell’Otorinolaringoiatria Pediatrica del Bambino Gesù di Palidoro, il dott. Giovanni Carlo De Vincentiis, ci racconta una verità sulla respirazione naturale che i nativi del Nordamerica già conoscevano da tempo.

«Il primo libro che trattò in maniera concreta i disturbi del respiro nel sonno (pur occupandosi di tutt’altro nelle intenzioni dell’autore) risale alla fine dell’Ottocento.

L’autore è George Catlin, un giurista mancato che acquistò poi grande fama come pittore, il quale percorse a lungo i territori della frontiera americana, nel tentativo di raccogliere in qualche pagina una civiltà che stava ormai soccombendo sotto i colpi dei Winchester a ripetizione , dell’alcool e delle malattie infettive occidentali.

Nelle sue ricerche, Catlin si accorse dell’attenzione quasi maniacale che quelle popolazioni  ponevano al fatto che i propri bambini respirassero esclusivamente con il naso. Tanto che decise di intitolare il libro che dedicò alla ricostruzione dell’intera civiltà originaria americana “Il Respiro della Vita”. Successivamente, per evitare che tale titolo fosse interpretato in maniera troppo simbolica, lo sottotitolò “Shut your Mouth and Save your Life*, ovvero “Chiudi la bocca e salvati la vita”.

Facciamo ora un piccolo passo in avanti.

Sul finire del secolo, un medico olandese notò che molti bambini che erano respiratori orale-obbligati (ovvero che non riuscivano a respirare con il naso ma solo con la bocca) presentavano disturbi comportamentali, quale irrequietezza e  gravi difficoltà di attenzione e  apprendimento in ambito scolastico.

Il medico chiamò questa condizione “Aprosexia” - che oggi è la moderna ADHD (sindrome da deficit di attenzione e iperattività) – e intitolò  il libro che riportava le sue osservazioni, mutuandolo dallo scritto di Catlin, “Shut Your Mouth and Save Your Brain”, ovvero “Chiudi la bocca e salva la tua mente”, a dimostrazione di quanto fosse già evidente come la respirazione nasale influisse sul corretto sviluppo delle capacità  relazionali e cognitive dei bambini».

Dei vari aspetti dei disturbi del respiro nel sonno in età pediatrica, il dott. De Vincentiis, insieme  ad altri specialisti del Bambino Gesù e della SIOP, ci parleranno il 29 marzo durante un corso dal titolo evocativo: “Certe Notti”.

Parole chiave: Disturbi del respiro nel sonno, Giovanni Carlo De Vincentiis, Otorinolaringoiatria, Palidoro, SIOP