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Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
Quanto deve crescere il nostro bambino? Ce lo dicono le tabelle dei percentili
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nella foto: Quanto deve crescere il nostro bambino? Ce lo dicono le tabelle dei percentili
Assistenza e Cura

I percentili: a che servono e come si leggono

4 APR 2014 - Sono un riferimento utile anche ai genitori per seguire l'andamento della crescita del proprio bambino, ma vanno lette - raccomandano al Bambino Gesù – insieme al proprio pediatra

Si tratta di tabelle, elaborate secondo parametri  stabiliti dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, cui i medici fanno riferimento per monitorare l’andamento della crescita del bambino in statura, crescita ponderale (ossia il peso) e circonferenza cranica (che è importante misurare fino ai tre anni di età).

«Queste tabelle – ci spiega il dott. Massimo Pennacchia – sono state elaborate in base a misurazioni  effettuate su un enorme campione di bambini di diverse età, da cui sono stati poi estrapolati specifici dati statistici e vengono periodicamente aggiornate in base a un rilevamento sulla popolazione attuale»

Tabella dei percentili. Maschi dalla nascita ai 24 mesi. Circonferenza cranica e rapporto peso-altezza Tabella dei percentili. Femmine dalla nascita ai 24 mesi. Circonferenza cranica e rapporto peso-altezza Tabella dei percentili. Maschi dalla nascita ai 24 mesi. Rapporto peso per età  e altezza per età Tabella dei percentili. Femmine dalla nascita ai 24 mesi. Rapporto peso per età  e altezza per età

Questi dati ci dicono quanto in media un bambino dovrebbe pesare o essere alto (o “lungo” se parliamo di lattanti) alla nascita, a 1 mese, a 2 mesi, a un anno e così via. Graficamente, ne risultano delle curve gaussiane, ossia delle linee a forma di “campana”, che individuano i cosiddetti “percentili”. La linea del cinquantesimo percentile è collocato in modo che il 50% dei bambini sia al di sopra e il 50% al di sotto di esso in una data età.  Al di sotto del 50° percentile si collocheranno i bimbi mediamente meno alti e meno pesanti e al di sopra quelli più alti e più pesanti (in entrambi i casi si tratta di percentuali minori rispetto alla maggioranza delle popolazione, individuata dalla curva del 50° percentile».

«Per capire se il bambino sta crescendo in maniera armonica -  sottolinea Pennacchia – bisogna confrontare il grafico dell’altezza con quello del peso e seguirne l’andamento nel tempo. Questo oggi si può fare anche in maniera “casalinga”, dato che oggi i genitori possono trovare facilmente sul web queste tabelle e addirittura strumenti di calcolo automatico dei percentili».

Tuttavia il confronto con il pediatra è assolutamente imprescindibile.

«Compito del pediatra – spiega infatti Pennacchia – è di far capire ai genitori che se in un singolo controllo emerge che la crescita del proprio figlio non è stata “come da tabella”, non bisogna allarmarsi perché i bambini non crescono  sempre allo stesso ritmo. Un’eventuale febbre può aver tolto l’appetito al bimbo (che quindi non è aumentato di peso). Oppure, se i genitori sono evidentemente di bassa statura, può capitare che il figlio, anche nella fese di sviluppo, presenti una crescita in altezza più lenta».

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