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Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
Il braccio robotico per la neuroriabilitazione, utilizzato al MarLab del Bambino Gesù di Palidoro
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nella foto: Il braccio robotico per la neuroriabilitazione, utilizzato al MarLab del Bambino Gesù di Palidoro
Ricerca e Innovazione

Sfide a "braccio di ferro" con un robot

29 APR 2014 - Al Bambino Gesù di Palidoro un braccio robotico aiuta i pazienti con danno neurologico a recuperare le abilità motorie

È uno dei “giocattoli” preferiti che il Laboratorio di Analisi del Movimento (MarLab) mette a disposizione dei piccoli pazienti della Neuroriabilitazione del Bambino Gesù. «Si tratta – ci spiega il Resp. del MarLab, Maurizio Petrarca – di un braccio robotico*  - attivato da due motori distinti che ne muovono spalla e gomito  - in grado di generare delle forze che interagiscono con il bambino in riabilitazione. Il paziente “impugna” la cloche del macchinario e comincia una serie di giochi interattivi che innescano una sorta di “braccio di ferro” con il robot».

Il compito richiesto al paziente  è di spostare un cursore luminoso su uno schermo, muovendo fisicamente il braccio meccanico, per raggiungere dei target che man mano si illuminano. La macchina a questo punto può operare in diverse modalità:

  • Aiutando il paziente ad eseguire la corretta traiettoria generando dei campi di forza elastici che lo portano verso il corretto obiettivo
  • Oppure opponendosi al paziente, spingendolo lontano dall’obiettivo: in questo caso il paziente dovrà volontariamente imprimere la forza necessaria a raggiungere il target.

«In questo modo – spiega il dott. Petrarca - attraverso un’interazione dinamica, e la necessità di un continuo intervento correttivo da parte del bambino, vengono messi in atto dei meccanismi di recupero motorio nei soggetti colpiti da danno cerebrale».

Il plus di questa apparecchiatura è che può registrare ogni singolo movimento effettuato dal paziente durante la terapia e ripeterlo in maniera perfetta.

«Si tratta di una grande opportunità in campo riabilitativo – continua il dott. Petrarca - perché consente di poter avere una misurazione in condizioni controllate  della linea terapeutica adottata. Nell’interazione naturale tra due individui distinti – il malato e il terapista – esistono numerosissime variabili in gioco che non possono essere riprodotte secondo protocolli standardizzati.  La possibilità invece di registrare e riprodurre ogni singolo movimento effettuato durante le sedute di riabilitazione,  permette di condividere i risultati in maniera oggettiva, studiarli, e individuare così le linee terapeutiche più efficaci per ciascuna patologia».  

 

*Il robot in uso presso il MarLab del Bambino Gesù di Palidoro è stato sviluppato da un gruppo di scienziati del MIT di Boston, guidati dal prof. H.I. Krebs

Parole chiave: Laboratorio di analisi del movimento, MarLab, Maurizio Petrarca, Neuroriabilitazione