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Il Web Magazine dell'Ospedale Pediatrico
Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
La scheda con la scala FLACC, che i medici del Bambino Gesù portano sempre con sé
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nella foto: La scheda con la scala FLACC, che i medici del Bambino Gesù portano sempre con sé
Assistenza e Cura

Come si misura il dolore in età pediatrica?

25 GIU 2014 - Presso l'ambulatorio del dolore del Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella vengono utilizzati diversi sistemi di misurazione dell'intensità del dolore, che variano a secondo dell'età del paziente

«Misurare il dolore in età pediatrica - ci spiega il dott. Marcello Marri - non è cosa facile. A tale scopo anestesisti, rianimatori, psicologi e neurologi hanno collaborato allo sviluppato in anni recenti diversi strumenti per tentare di misurare l’intensità del dolore vissuto dal piccolo».

Nel neonato sono state individuate una serie di alterazioni nell’espressione del viso osservabili durante il pianto, per poter distinguere la presenza di dolore rispetto ad altri stimoli naturali (come ad esempio la fame).

Nel bambino fino al quarto anno di vita sono state elaborate delle scale chiamate “eterologhe”, attraverso le quali una terza persona (medico o genitore) può misurare il dolore osservando il comportamento del piccolo. A questa categoria appartiene la scala FLACC *.

Dai 5 anni in poi si possono utilizzare invece delle scale “autologhe” in cui è il bambino stesso a indicare  l’intensità del dolore da lui percepito, scegliendo tra una serie di espressioni del viso stilizzate (le cosiddette “faccine di Wong-Baker”), parole o numeri (per quei bambini che li sanno usare) o attraverso specifiche gradazioni di colore (dal verde al rosso vivo). Si tratta delle scale VAS o “ad analogia visiva”.

Ultimamente si è ampliato lo sforzo di realizzare strumenti di valutazione  del dolore dedicati ai bambini disabili (un campo che ovviamente interessa molto il nostro Ospedale). Purtroppo le scale esistenti sono molto complesse e di difficile utilizzo ma, di recente, un gruppo di studiosi di anestesia e rianimazione ha revisionato una FLACC che si è dimostrata più semplice ed efficace col bambino disabile.

«Qui al Bambino Gesù - aggiunge il dott. Marri - utilizziamo questi strumenti in ogni situazione di assistenza: dal pronto soccorso alla rianimazione, dai servizi ambulatoriali ai DH e al regime di ricovero, intervenendo su richiesta dei diversi reparti. Le nostre cartelle cliniche prevedono uno spazio dedicato alla misurazione dell’intensità del dolore ed è previsto un protocollo per la lettura e la presa in carico di questi valori e il trattamento conseguente».

*FLACC è l’acronimo di Face (viso), Legs (gambe), Activity (attività), Cry (pianto), Consolability (consolabilità)

 

Vedi anche:  IL BAMBINO GESÙ "VERSO UN OSPEDALE SENZA DOLORE" >>

Parole chiave: Anestesia, Assistenza Domiciliare, dolore cronico, Marcello Marri, neonato, Paziente Disabile, Pediatria, Rianimazione, Valutazione del dolore