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Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
Una piscina senza recinzione e senza la presenza di un adulto può costituire un pericolo mortale per i bambini
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nella foto: Una piscina senza recinzione e senza la presenza di un adulto può costituire un pericolo mortale per i bambini
Assistenza e Cura

Rischio annegamento: attenti alle piscine private

4 LUG 2014 - La maggior parte dei decessi per annegamento di bambini entro i 5 anni di età avvengono nelle piscine presenti nelle abitazioni private. Un Vademecum per ridurre il più possibile questo rischio

In estate è naturale cercare per i nostri bambini frescura e divertimento al mare o in piscina. Molti, invece di mettersi in fila in auto, si ingegnano a casa con piscinette gonfiabili o facendone installare una nel proprio giardino. Una scelta che può risultare però estremamente pericolosa.

L’annegamento costituisce nel mondo la terza causa di morte per i bambini di età compresa tra 1 e 5 anni. Per un bambino che muore per annegamento, quattro vengono ricoverati al pronto soccorso per semiannegamento* con danni cerebrali permanenti.

Un dato significativo è che nella maggior parte dei casi l’annegamento avviene in piscine private, che non sono sottoposte ai necessari controlli e alla vigilanza previsti invece nelle piscine pubbliche o nella maggior parte delle spiagge.  

Rispetto ad altri Paesi, come gli Stati Uniti e la Spagna, l’incidenza di queste morti (al di sotto dei 5 anni di età) risulta molto minore. Ciò è in  parte dovuto alla bassa diffusione di piscine installate nei giardini delle abitazioni private, ma rimane un rischio concreto per i bambini nel periodico estivo, per il quale la prevenzione è fondamentale.

Bisogna tenere presente, infatti, che  intervenire quando l’annegamento è già iniziato significa il più delle volte intervenire tardi: il bimbo perde coscienza in un paio di minuti e il danno cerebrale diventa irreversibile in appena 4-6 minuti.

Ci sono alcune raccomandazione dell’American Academy of Pediatrics (in USA il problema è estremamente diffuso) che valgono sicuramente ovunque:

  • non installare, dove già non presente, una piscina nel proprio giardino prima del compimento del quinto anno d’età del bambino.
  • non lasciare mai i bambini da soli nella piscina o vicino ad essa
  • rimuovere sempre tutti i giochi dall’acqua, in modo che i bambini non siano tentati dal provare a raggiungerli, immergendosi in acqua o sporgendosi col rischio di caderci dentro.
  • Predisporre barriere adeguate per evitare che i bambini abbiano accesso alla piscina liberamente (la recinzione deve essere abbastanza alta da non essere scavalcabile, il cancelletto deve essere a chiusura automatica con molla di richiamo, che si apra verso l’esterno e che abbia la serratura al di fuori della portata del bambini).
  • Nel caso di piscine rialzate da terra, togliere la scaletta di accesso in assenza di un adulto.
  • Cercare di insegnare ai bambini a nuotare il più presto possibile (anche prima dei 4 anni di età) anche se ciò non elimina il rischio di annegamento
  • Far indossare loro dei giubbotti di salvataggio (le ciambelle o i braccioli non sono dei sostituti adeguati, che invece insinuano un falso senso di sicurezza nei genitori)
  • verificare regolarmente il corretto funzionamento dell’impianto della piscina (l’aspirazione bocchette per il ricircolo dell’acqua può risultare troppo intensa e costituire un pericolo).
  • Può essere utilizzata una copertura per la piscina ma solo se rigida (utilizzare un telo può invece costituire un rischio ulteriore


Tutto ciò è comunque imprescindibile dalla presenza di un adulto in grado di nuotare (e possibilmente di effettuare una rianimazione cardiopolmonare) quando i bambini sono in acqua o vicino alla piscina. Nei pressi della piscina deve esserci sempre un telefono per chiamare immediatamente i soccorsi e attrezzature di salvataggio (un salvagente legato a una fune o una pertica con un’estremità a uncino).

Ultima raccomandazione: con i bambini di età inferiore ai 5 anni, l’adulto dovrebbe tenersi sempre a una distanza massima pari alla lunghezza del suo braccio.

 

*L’annegamento è definibile come la morte derivante dal danneggiamento della funzione respiratoria a seguito dell’immersione in un liquido. Il semiannegamento indica invece la condizione in cui il danneggiamento della funzione respiratoria a seguito dell’immersione in un liquido non porta a morte immediata, ma può comportare gravi danni a distanza, tra cui anche la stessa morte.

Parole chiave: annegamento, danni cerebrali, estate, Pronto Soccorso, Pronto Soccorso Pediatrico, Rianimazione, semiannegamemto