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Il Web Magazine dell'Ospedale Pediatrico
Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
Il dott. Sergio Bottero, Responsabile della U.O. di Otorinolaringoiatria di Palidoro
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nella foto: Il dott. Sergio Bottero, Responsabile della U.O. di Otorinolaringoiatria di Palidoro
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Libero dalla cannula tracheotomica, chiede se può farsi la doccia

6 SET 2013 - L'Unità Operativa di Otorinolaringoiatria del Bambino Gesù di Palidoro: un centro di eccellenza per la cura di patologie che impediscono ai piccoli pazienti di avere una vita normale

Negli ultimi anni l’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria del Bambino Gesù è divenuto un centro di riferimento e di eccellenza nazionale per quanto riguarda il rispristino della corretta funzionalità della laringe e della trachea, che alcune condizioni patologiche, congenite o acquisite, possono  compromettere gravemente, impedendo il passaggio dell’aria e la capacità di parlare.

«Sono bambini - ci spiega il dott. Sergio Bottero - che nascono con una stenosi, ovvero un calibro ridotto della struttura laringo-tracheale (in parole ancora più semplici, il tubo della trachea è troppo stretto). Sono quindi costretti a sottoporsi ad un intervento di tracheotomia, che gli consente sì di respirare, ma che rende loro molto difficile poter condurre una vita normale. Questi bambini riescono a parlare solo in maniera estremamente difficoltosa, non possono correre né tantomeno tuffarsi in acqua, com’è naturale desiderare a questa età».

«Ebbene – continua il dott. Bottero - con le tecniche che oggi mettiamo in campo qui a Palidoro, siamo in grado di ricostruire nella sua interezza la funzionalità di laringe e trachea, liberando così i nostri pazienti dalla schiavitù della cannula tracheotomica».

Ci sono due vie per correggere chirurgicamente questi difetti: un approccio più aggressivo, in “open surgery”, aprendo quindi un fronte chirurgico nel collo per raggiungere le strutture su cui intervenire, oppure, in alcuni casi selezionati, con un approccio endoscopico, passando quindi attraverso al bocca, l’ipofaringe, la laringe e la trachea.

«Noi  - ci dice Bottero - utilizziamo una particolare tecnica mininvasiva, chiamata “balloon dilation” che consiste nell’inserire dei palloncini ad alta pressione per dilatare il tratto stenotico. Il bambino quindi non deve subire una tracheotomia ma risolve il problema con un semplice presidio endoscopico».

Sono tecniche queste che non solo rendono oggi il Bambino Gesù un centro di riferimento nazionale, ma richiamano anche molti pazienti dai paesi dell’est europa e del nordafrica, dove queste patologie sono piuttosto diffuse.

Il dott. Bottero ci lascia infine raccontandoci un recente episodio che spiega molto bene la portata di queste patologie sulla vita dei piccoli pazienti e dell’importanza che hanno queste nuove tecniche chirurgiche:  «Uno degli ultimi bambini che abbiamo operato, giunto fin qui a Palidoro da Torino, aveva un grandissimo desiderio, che ai più sembrerà una cosa estremamente scontata. Una volta corretta la malformazione, e dopo che gli avevamo tolto la cannula tracheotomica che gli permetteva di respirare, la prima richiesta che ci ha fatto è se poteva andare a farsi la doccia, cosa che non aveva mai potuto fare  prima».

Parole chiave: Balloon Dilation, Cannula tracheotomica, Laringe, Otorinolaringoiatria, Palidoro, Sergio Bottero, Trachea, Tracheostomia