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Spesso i bambini assumono posture scorrette che fanno pensare a genitori allarmati ad un inizio di scoliosi
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nella foto: Spesso i bambini assumono posture scorrette che fanno pensare a genitori allarmati ad un inizio di scoliosi
Assistenza e Cura

Scoliosi e atteggiamento scoliotico: che differenza c'è?

10 LUG 2014 - Spesso i genitori scambiano una postura scorretta del figlio per una vera e propria scoliosi, grave patologia a carico del sistema vertebro-scheletrico. Il dott. Guido La Rosa cerca di fare un po' di chiarezza

È facile che una mamma possa osservare con preoccupazione l’abitudine del proprio figlio, bambino o adolescente, a sedersi o a camminare in maniera scomposta, con una spalla più rialzata dell’altra, con il bacino in fuori o il collo in avanti (spesso parlando erroneamente di bimbi “ingobbiti”). E a volte le mamme si chiedono – spaventate - se non si tratti di un inizio di scoliosi (che è una patologia molto seria dell’apparato vertebro-scheletrico).

«Quello che queste madri possono aver notato - rassicura però il dott. Guido La Rosa - è piuttosto un atteggiamento scoliotico, che non rappresenta in realtà un problema strutturale dello scheletro  (com’è invece la scoliosi) e che può essere risolto senza l’utilizzo di busti o interventi chirurgici. La differenza fondamentale tra scoliosi e atteggiamento scoliotico è la strutturazione vertebrale, caratterizzata nel primo caso da una rotazione, associata a rigidità e fissità. La scoliosi è una deviazione vertebrale che si manifesta con una inflessione laterale accompagnata da una rotazione delle vertebre verso la concavità della curva. Non si corregge spontaneamente e si manifesta clinicamente con una sporgenza (gibbo) costale o lombare. Nella scoliosi, infine, la rotazione e la cuneizzazione vertebrali sono costanti e rendono rigida e purtroppo evolutiva la deformità».

Se la rotazione e l’evoluzione sono state definite caratteristiche peculiari della scoliosi, risulta dunque semplice differenziare la scoliosi dall'atteggiamento scoliotico.  All'esame clinico e - a prima vista - a quello radiografico, i due quadri clinici appaiono molto simili: in entrambi i casi si osserverà una sopra elevazione della spalla e, alle radiografie, una deviazione laterale del rachide. Ma l'atteggiamento scoliotico - disordine posturale non strutturale né evolutivo - non presenta alcun gibbo costale o lombare alla vista clinica, né rotazione vertebrale a un attento esame delle radiografie.

«L’uso di posizioni scorrette (sul banco, nel letto, a tavola) o l’assunzione di pesi (zaino)  - continua quindi il dott. La Rosa - hanno la caratteristica di produrre deformazioni della colonna “non strutturali” (cioè non associate a rotazione) e reversibili istantaneamente alla sospensione dello stimolo. Inoltre il periodo di assunzione di tali posture scorrette è limitato nel tempo, pertanto non in grado di produrre deformità permanenti.  Se realmente vi fosse una relazione di causa-effetto tra la cattiva postura e l’insorgenza di scoliosi, la quasi totalità degli scolari dovrebbe risultare affetta da questa malattia.  I ripetuti screening scolastici eseguiti hanno invece costantemente mostrato incidenze oscillanti tra il 4 per mille e l’1% della popolazione, mentre molto più alta è l’incidenza dell’atteggiamento scoliotico, che è – ribadisco – un disordine posturale non evolutivo».

Parole chiave: Guido La Rosa, Ortopedia, postura scorretta, prima visita, Scoliosi, Vertebre