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Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
guarda il video Mamma Sonia e il suo coraggioso Daniele
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nel video: Mamma Sonia e il suo coraggioso Daniele
Storie

Non perdete MAI la speranza

21 LUG 2014 - Daniele torna a camminare dopo un grave incidente grazie alla Neuroriabilitazione di Palidoro. La storia di Sonia, la sua mamma

Invitata a parlare alla presentazione del Lokomat, il nuovo robot per la riabilitazione motoria del MarLab di Santa Marinella, Sonia ha raccontato la sua personale esperienza, indirizzando a tutte le mamme un messaggio di speranza.

Nel settembre del 2012 suo figlio Daniele, all’epoca dodicenne, era rimasto vittima di un brutto incidente in bicicletta. Immediatamente trasportato nella Terapia Intensiva del Gemelli per le prime cure, era stato poi indirizzato al Bambino Gesù di Palidoro, presso la Neuroriabilitazione.

Una volta uscito dal coma, avrebbe potuto non camminare più a causa di danno cerebrale.

«Daniele è rimasto per circa due mesi in coma» - ricorda ancora mamma Sonia.

«I primi tempi continuavo a sperare, come accade nelle fiction televisive, che Daniele potesse improvvisamente risvegliarsi e alzarsi dal letto con le sue gambe. Ma la realtà non è così. Non lo è mai.

La riabilitazione è una faccenda lunga, molto lunga. E tutta in salita.

A Palidoro abbiamo incontrato delle persone eccezionali: medici, infermieri, terapisti, ci hanno aiutato non solo con la loro professionalità, ma anche con il cuore.

Quando si è risvegliato, mi sono fatta coraggio, l’ho preso da parte e, con tutta la calma di cui ero capace, gli ho spiegato cos’era successo, cosa aveva rischiato e quali erano le sue attuali condizioni. All’epoca non sapevo che sarebbe finita bene e non potevo offrirgli una speranza o un obiettivo.

Nelle settimane successive, Daniele piangeva molto, pur non potendo parlare per via della tracheostomia che avevano dovuto praticargli. Piangeva in silenzio, con gli occhi.

Ma è stato bravo. Bravo e forte. Ha preso molto sul serio tutte le terapie che i medici gli prescrivevano, anche quelle più faticose. Da quando doveva essere messo sulla sedia a rotelle tramite un apposito “sollevatore” per raggiungere la palestra, fino ai primi faticosi passi. Ha utilizzato anche alcuni strumenti robotizzati per il controllo del passo, con risultati che ci hanno davvero sorpreso.

E voglio ricordare anche le assistenti ludiche, i volontari dell’AVO e le insegnati della Scuola dell'Ospedale, che hanno aiutato Daniele a non perdere l’anno scolastico».

Questa storia forse qualcuno la conosce già, ma oggi la mamma di Daniele vuole dire anche un’altra cosa, rivolgendosi a tutti i genitori di bambini che versano in situazioni gravi: «La speranza. Sembra banale ma le nuove tecnologie, l’impegno dei medici e il vostro amore possono realizzare l’impossibile. Non perdete MAI la speranza».

Parole chiave: Mamma, Neuroriabilitazione, Santa Marinella