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Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
Tonsille e adenoidi: cosa sono, a cosa servono, in quali casi è necessario toglierle
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nella foto: Tonsille e adenoidi: cosa sono, a cosa servono, in quali casi è necessario toglierle
Assistenza e Cura

Tonsille e adenoidi, quando toglierle?

1 SET 2014 - Oltre 2mila interventi di adenotonsillectomia ogni anno al Bambino Gesù. Di cui più di 600 per risolvere disturbi del respiro nel sonno

Tonsille e adenoidi: cosa sono, a cosa servono, in quali casi è necessario toglierle. Ne abbiamo parlato col dott. Giovanni Carlo De Vincentiis e col dott. Giovanni Andriani.

Tonsille e adenoidi sono organi linfatici, collocati nel cosiddetto anello di waldeyer, e sono fondamentalmente una barriera difensiva per il nostro organismo.  Le adenoidi si trovano dietro il nostro naso (nel cavo rino-faringeo) mentre le tonsille (o meglio le “tonsille palatine”) sono quelle due “pallette” che vediamo in fondo alla gola.

La loro funzione (soprattutto per quanto riguarda le tonsille) è quello di sviluppare l’immunocompetenza del bambino. Non si tratta certo dell’unico organo deputato alla produzione di anticorpi  ma è sicuramente  la prima frontiera con il mondo esterno, attraverso il respiro e l’alimentazione.

Non sono quindi organi per loro natura sterili (come lo è per esempio il cervello) ed è tutto sommato normale che in un bambino si sviluppino infezioni ricorrenti, soprattutto in autunno e in inverno.

Pensate che nel primo anno di scuola è considerata normale una morbilità (ovvero una frequenza della malattia) di circa 7-8 episodi, nell’arco di un anno, delle cosiddette URI (infezioni delle vie respiratorie superiori, tra cui ovviamente quelle a carico di tonsille e adenoidi).

D’altra parte oggi si decide di intervenire su tonsille e adenoidi non tanto per le infezioni, quanto invece per a causa di difficoltà respiratorie gravi, causate da ipertrofia adeno-tonsillare. Condizione questa aumentata in maniera vertiginosa negli ultimi anni,  in parte a causa dell’inquinamento atmosferico, in parte per l’età sempre più precoce alla quale i bambini vengono portati per la prima volta all’asilo (anche fin dai primi mesi di vita).

Oggi si tende in generale a intervenire molto meno,  eppure le casistiche del Bambino Gesù parlano ogni anno di oltre 2000 bambini operati di tonsille e/o adenoidi.  Tra questi, più di 600 solo per disturbi del respiro del sonno severi.

Molti ospedali non possono più effettuare questo tipo di operazione, soprattutto sui bambini, per i quali è necessario (secondo le Linee Guida Italiane sull’adenotonsillectomia) la presenza di un reparto a loro dedicato, una rianimazione pediatrica e quindi un team anestesiologico specializzato (tutto quello che invece noi qui abbiamo).

Quando si deve intervenire?

Si deve assolutamente deve intervenire in caso di apnee molto importanti, misurate con criteri clinici e strumenti che monitorizzano durante la notte la respirazione e l’ossigenazione del bambino. In questo caso si opera al più presto, asportando sia le adenoidi sia le tonsille,  perché spesso anche le tonsille chiudono la bocca e durante il riposo tendono ad andare verso il basso e creare così un’ostruzione importante.

La seconda causa di questo tipo di intervento sono le tonsilliti ricorrenti, quando ci troviamo di fronte a  7-8 episodi di flogosi tonsillare con placche e febbre alta durante l’inverno.

Quando invece aspettare?

Se non c’è una situazione di urgenza (come nel caso di apnee pericolose) si aspetta comunque la maturazione immunologica del bambino, intorno ai 4-5 anni. In questi casi, prima di intervenire, si tentano altri approcci, che possono essere risolutivi: classica profilassi antibiotica, vaccini anticatarrali (la cui efficacia però non è del tutto comprovata) oppure una più recente terapia a base di probiotici.

Parole chiave: adenotonsillectomia, Apnee notturne, Disturbi del respiro nel sonno, Giovanni Adriani, Giovanni Carlo De Vincentiis, tonsillectomia