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Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
La pre-eccitazione ventricolare è un dato elettrofisiologico che, fin dalla nascita, può mettere in allarme medici e genitori
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nella foto: La pre-eccitazione ventricolare è un dato elettrofisiologico che, fin dalla nascita, può mettere in allarme medici e genitori
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Pre-eccitazione ventricolare e Wolff-Parkinson-White, le verità nascoste

28 OTT 2014 - Una ricerca dell'Aritmologia del Bambino Gesù dimostra che anche i bambini "asintomatici" possono avere un decorso "fatale"

La pre-eccitazione ventricolare è un dato elettrofisiologico che, fin dalla nascita, può mettere in allarme medici e genitori. Di cosa si tratta?

«Ciò che permette al nostro cuore di battere  - ci spiega il dott. Corrado Di Mambro - sono  quegli impulsi elettrici, prodotti dall’organismo, che vanno dall’atrio al ventricolo (il cosiddetto Nodo Atrioventricolare). La via accessoria (che causa la nota anomalia elettrocardiografica), può essere paragonata a un'autostrada o a una piccola via di montagna, a seconda se è in grado, per proprie caratteristiche elettrofisiologiche, di condurre l'impulso elettrico velocemente (e quindi essere a teorico rischio di aritmie ventricolari anche fatali) o lentamente (e quindi meno pericolosa, a basso/nullo rischio di morte improvvisa)».

La forma “sintomatica” (ovvero patologica) della pre-eccitazione ventricolare è la cosiddetta sindrome di “Wolff-Parkinson-White” che provoca  palpitazioni, vertigini, affaticamento sotto sforzo, dolore toracico, difficoltà respiratorie e, in casi estremi, morte improvvisa.

In realtà, i dati oggi ci dicono che per il 90% dei nuovi nati con pre-eccitazione vetricolare sono “asintomatici”, ovvero tale anomalia elettrofisiologica non provoca alcun tipo di problema aritmico. Tale percentuale, però, tende a scendere nel periodo adolescenziale al 65% per arrivare al 50% in età adulta. è perciò in ogni caso necessario tenere sotto costante controllo medico gli individui con pre-eecitazione ventricolare.

Per individuare tale anomalia basta oggi un semplice ECG (che al Bambino Gesù raccomandano ancora una volta di effettuare il più presto passibile) ma, per controllarne l’evoluzione, la metodologia più efficace è un esame elettrofisiologico invasivo (endo-cavitario attaverso cateteri) o semi-invasivo (trans-esofageo). Nel 2012 erano state pubblicate delle apposite Linee  Guida Internazionali, (alla cui redazione partecipò anche il dott. Fabrizio Drago) che abbassavano da 12 a soli 8 anni l’età minima per un primo controllo elettrofisiologico.  «Si tratta di un documento – come ci conferma il dott. Drago – molto importante perché ha stabilito per i medici delle regole condivise di approccio ai pazienti con pre-eccitazione ventricolare (sintomatici e asintomatici), sul quando e sul come intervenire».

Più recentemente (agosto 2014) la prestigiosa «Europace» ha pubblicato uno studio, realizzato dalla UOC di Aritmologia/Sincope Unit di Palidoro, che comparava i risultati dei numerosissimi casi di pre-eccitazione ventricolare (sintomatici e asintomatici, molti inviati al Bambino Gesù da pediatri, cardiologi e anche da altri ospedali italiani) dimostrando che, seppur in rarissimi casi, anche un paziente “asintomatico” può improvvisamente presentare un sintomo cardiaco potenzialmente “fatale”.

«Si tratta a tutt’oggi di percentuali molto basse - precisa il dott. Di Mambro – ma che in ogni caso devono far riflettere tutti i genitori sulla necessità di far effettuare prestissimo un primo ECG al proprio bambino (e di non aspettare l’inizio di una qualsiasi attività sportiva) e, nel caso del rilevamento di una pre-eccitazione ventricolare, tenere il piccolo sotto periodica osservazione, anche se “asintomatico”».

D’altronde, l’Artimologia del Bambino Gesù prevede tutte le tipologie di controllo necessarie (dall’Holter h24 alla classica prova sotto sforzo) e, nel caso di condizioni patologiche gravi, può effettuare un intervento ablativo che, nella maggioranza dei casi, è a risolutivo.  «Nella casistica inserita nello studio – aggiunge il dott. Di Mambro – ci sono anche tutti quei bambini ai quali, dopo l’ablazione, abbiamo potuto dare  il nostro “nulla osta” per ottenere poi da chi di dovere un certificato medico anche di livello “agonistico”.

Parole chiave: Aritmologia, Corrado Di Mambro, Cuore, ECG, Fabrizio Drago, Holter, Morte cardiaca improvvisa, Palidoro, Sincope Unit