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Vaccinazioni, i tanti dubbi delle mamme
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nella foto: Vaccinazioni, i tanti dubbi delle mamme
Assistenza e Cura

Vaccinazioni, quante paure hanno ancora le mamme?

6 NOV 2014 - Il Bambino Gesù torna a fare chiarezza su un argomento che fa sempre discutere

I vaccini sono costantemente oggetto di studio e discussione in ambito scientifico ma su una cosa tutti i medici sono concordi: vanno fatti! Allo stesso tempo i genitori vanno costantemente informati e rassicurati e i medici del Bambino Gesù non si tirano mai indietro.

In una recente intervista a "Radio Stella Città", Andrea Campana, Responsabile della Pediatria Multispecialistica di Palidoro, dirime alcuni dubbi che serpeggiano spesso tra le mamme.

Tra le mamme aleggia ancora il fantasma spaventoso della correlazione tra vaccinazione e autismo. Cosa possiamo dire in proposito?

«Purtroppo è diventato un triste luogo comune, nato da uno studio (poi rivelatosi senza alcun fondamento scientifico, addirittura considerato “fraudolento”) pubblicato nel 1998  su un rivista scientifica peraltro autorevole - “The Lancet” – che ipotizzava una correlazione tra il vaccino per il morbillo e l’autismo. Lo stesso “The Lancet” si affrettò poi a smentire tale studio ma, purtroppo, il danno era fatto e noi medici ancora combattiamo contro questo gigantesco falso storico».

Molte mamme sono preoccupate invece per le troppe vaccinazioni da fare “tutte insieme”.

«In realtà si tratta di una strategia ben ponderata del Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale che stabilisce il calendario delle vaccinazioni nella prima fase di vita del bambino. Perché tante e tutte insieme? Proprio per “aumentare” la risposta immunologica del bambini, particolarmente ricettiva in questo momento, in modo da garantirne la protezione per il resto della vita.

Tenete presente che, fino a qualche anno fa, il primo Calendario Vaccinale del bambino prevedeva ben 12 iniezioni, ora invece ridotte a 4 grazie ai vaccini combinati. Si diminuisce così il disagio per il bimbo e per i genitori, senza peraltro aumentare l’incidenza degli effetti collaterali».

A proposito di effetti collaterali, le mamme vorrebbero sapere quali sono e come evitarli

«Premetto che eliminare la possibilità di effetti collaterali (febbre per lo più) è impossibile per la funzione stessa del vaccino, che è quella di stimolare la risposta immunitaria del bambino, associata per sua natura a certi sintomi.

L’effetto collaterale più diffuso è la febbre, che va curata con terapia esclusivamente sintomatica, quindi con l’uso di paracetamolo. Altri effetti sono tumefazioni e arrossamenti nel punto dell’iniezione che si risolvono banalmente con l’applicazione di ghiaccio e creme emollienti. Altri effetti collaterlai sono etsremamente rari».

Alcune mamme temono che i vaccini contengano anche delle sostanze aggiuntive che possono essere dannose.

«Ovviamente ai microrganismi morti, attenuati o purificati dei diversi tipi di vaccini vengono aggiunte sostanze preservanti, stabilizzanti e adiuvanti, che impediscono per lo più ai vaccini di perdere la propria efficacia. In particolare, gli adiuvanti servono proprio ad aumentare la risposta infiammatoria dell’organismo del bambino, il che è la causa principale dei casi di febbre».

Febbre che per i medici è quasi un fatto positivo, perché dimostra che il vaccino funziona.

«Esattamente. Ciò non vuol dire beninteso che i bambini che non hanno febbre non hanno avuto una risposta immunitaria. Semplicemente, la risposta immunitaria cambia da individuo a individuo. La cosa importante è il risultato: una protezione sicura e duratura contro malattie potenzialmente mortali».

Per concludere, qual è il messaggio da dare alle mamme che oggi vorrebbero evitare di vaccinare il proprio figlio?

«Oggi i vaccini non sono assolutamente obbligatori ma vorrei far riflettere tutte le mamme sul fatto che la vaccinazione non difende solo i loro figli ma anche i figli degli altri, in particolare i soggetti più deboli, quei bambini che, per una condizione di immunodeficienza o per altre cause, non possono vaccinarsi. Le vaccinazioni diffuse rappresentano un “cordone medico” che protegge tutti dal rischio di epidemie, epidemie che colpirebbero per primi proprio quei soggetti più deboli».

 

Parole chiave: Andrea Campana, Febbre, morbillo, Vaccinazioni
Collegamenti esterni: Redio Stella Città , The Lancet