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Il Web Magazine dell'Ospedale Pediatrico
Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
Il ruolo del "case manager" al Bambino Gesù
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nella foto: Il ruolo del "case manager" al Bambino Gesù
Assistenza e Cura

Il "case manager". Seguire a 360 gradi il bambino disabile attraverso questa figura

28 NOV 2014 - La figura chiave del trattamento multidisciplinare che il Bambino Gesù dedica ai suoi piccoli pazienti

Esistono purtroppo numerose patologie, congenite o acquisite, che comportano per il paziente tutta una serie di complicanze trasversali che non riguardano una singola specializzazione, e che non possono essere gestite da un singolo medico.

Parliamo di condizioni come la Sindrome di Prader-Willi, la Pachigiria e molte altre -appartenenti anche alla categoria delle malattie rare- oppure di danni neurologici dovuti a traumi, che quasi sempre si portano dietro problematiche neuromotorie, respiratorie, nutrizionali, ecc.

In questi casi al Bambino Gesù si riunisce un équipe multidisciplinare che vede diversi specialisti confrontarsi sulle diverse problematiche che possono presentarsi o anche sovrapporsi: rischi cardiaci e sordità improvvise, traumi neurologici e problemi alla vista, disfunzioni endocrinologiche e scoliosi.

Ma chi gestisce questo complesso percorso? Chi decide la priorità dei trattamenti? E chi può, in particolare, rappresentare una figura di riferimento unica per il paziente e la sua famiglia, che si vedono catapultati in un percorso terapeutico così lungo e articolato?

Al Bambino Gesù di Palidoro e S.Marinella la dott.ssa Caterina Geremia fa proprio questo, svolgendo il ruolo del “case manager”, una figura professionale chiave nei sistemi sanitari moderni e che in questo ospedale riveste un’importanza cruciale, considerando le complesse patologie di molti dei suoi piccoli pazienti.

«Molti dei pazienti del Bambino Gesù – ci spiega la dott.ssa Geremia – sono affetti da patologie ad alta complessità e gravemente invalidanti, che comportano numerose complicanze che dovrebbero essere affrontate tutte insieme. Ma può capitare, per esempio, che un determinato intervento chirurgico non sia immediatamente compatibile con un concomitante percorso di fisioterapia. Ogni specialista chiamato in causa consiglierà il miglior trattamento possibile per la risoluzione di un singolo aspetto di queste patologie. Ma sta poi al case manager, che avrà preso in carico il paziente fin dall’inizio e che lo seguirà per tutto il suo percorso terapeutico (che in molti dei nostri casi è “a vita”) a capire quale sia la problematica più urgente da risolvere e quale sia il trattamento che, in un dato momento, consentirà i maggiori benefici clinici al paziente».

È questa dunque la chiave di lettura più profonda di quell’approccio a 360 gradi che il Bambino Gesù considera fondamentale per la cura dei suoi piccoli pazienti.

«Un altro aspetto molto importante del lavoro del case manager - aggiunge la dott.ssa Geremia – è la continuità di rapporto che si instaura con il paziente e la sua famiglia. Sono molti i volti che si affacciano nella vita di queste persone e per loro è fondamentale avere un punto di riferimento stabile in un percorso di cura lungo e travagliato, che può cambiare da un momento all’altro per l’insorgenza di una nuova problematica o l’improvviso aggravarsi di una condizione preesistente».

Parole chiave: Caterina Geremia, danni cerebrali, Malattie rare, Pediatria Multispecialistica, Prader-Willi