Menu
Il Web Magazine dell'Ospedale Pediatrico
Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
guarda il video Suor Flavia legge "Il dono più grande. La favola del piccolo Beniamino"
Condividi Condividi
nel video: Suor Flavia legge "Il dono più grande. La favola del piccolo Beniamino"
Storie

La favola di Suor Flavia - Il dono più grande

5 GEN 2015 - Una fiaba per l'Epifania che esprime il senso profondo della fede, dell'amore e del coraggio che caratterizzano ogni giorno il Bambino Gesù

Nella Santa notte Natale, a Betlemme, nell’accampamento dei pastori era rimasto solo il piccolo storpio Beniamino. Dai suoi occhi scorrevano copiose lacrime.

I pastori se n’erano andati tutti, perché una visione luminosa li aveva invitati a rendere onore al Re dei re, che era nato proprio in quella notte.

Erano partiti in fretta, portando doni, mentre Beniamino era rimasto da solo accanto al fuoco, con dentro una gran voglia di piangere.

“Non ce la farò mai ad andare svelto come loro – pensava - con questo piede e con questo bastone”.

Poi, all’improvviso, Beniamino prese una decisione, inghiottì le lacrime, afferrò la sua gruccia e, rialzandosi a fatica, saltellando e appoggiandosi, si incamminò nella direzione segnata dalla Stella.

“Posso farcela – si disse - devo farcela, voglio farcela! Ci volessero tre giorni, riuscirò anch’io a onorare il Re dei re, nato questa notte!”.

Beniamino camminava  a stento di giorno, figurarsi di notte!

Il sentiero scosceso poneva il ragazzo in  sempre nuove difficoltà, la sua stampella si scheggiava contro  i sassi e più volte il ragazzo finì faccia a terra, per aver inciampato in qualche buca.

Ma stringeva i pugni e continuava ad arrancare. Voleva arrivare a tutti i costi. E quella Stella, nel cielo, sembrava incoraggiarlo.

Beniamino ogni tanto si fermava, per riprendere fiato. Cadeva e si rialzava con sempre più fatica e sofferenza. E la Stella che lo precedeva si fermava ad aspettarlo.

Intanto due dei primi pastori stavano tornando indietro. Incrociando Beniamino, lo salutarono e gli dissero:  “Beniamino, è bellissimo! Ci saranno centinaia di pastori, ma tu sei troppo lento, non arriverai mai”.

Beniamino rispose loro: “Vedremo!”

Passò un altro pastore e gli disse:  “Ehi, sei ancora qui? Non puoi immaginare. Nell’aria c’è un suono che pare una musica  di angeli. Ma vieni, torna indietro, non potrai mai farcela. Ti racconto io tutto, strada facendo”.

Ma Beniamino disse: “No, voglio vedere con i miei occhi”.

La notte era quasi finita quando Beniamino giunse dove si era fermata la Stella. Saltellando, Beniamino si affacciò timidamente alla porta della stalla. Vide un uomo, in un angolo, e una donna che con gli occhi illuminati da una tenerezza sconfinata, contemplava il suo Bambino, pacificamente addormentato fra le sue braccia.

Tre personaggi dall’aria austera e misteriosa, camminavano lentamente, da veri re, avvicinandosi al Bambino. I tre personaggi offrirono al Bambino dei doni, contenuti in scrigni preziosi.

Il primo re aprì il suo cofanetto: era pieno d’oro e conteneva una splendente corona regale, perché “riconosceva nel Bambino il Re dei re, il Salvatore di tutti gli uomini”.

Il secondo re offrì al bambino un cofanetto pieno di incenso, perché “riconosceva in lui un fragile bambino, come  tutti i bambini, ma allo stesso tempo il Figlio di Dio”.

Il terzo re posò ai piedi del Bambino un cofanetto pieno di mirra, perché “riconosceva che era Dio immortale ma anche vero uomo mortale come tutti gli uomini”.

Beniamino, che aveva ascoltato le parole dei magi, era costernato. Il suo cuore era attraversato da una domanda: “cosa posso offrire a questo Bambino? Sono solo un povero ragazzo storpio”.

Dopo un istante di esitazione, però, il suo cuore trovò un risposta.  Beniamino si disse: “Offro la mia stampella.  Ma certo!  È la cosa più preziosa che ho. È questo il mio dono”.

Beniamino si avvicinò e timidamente allungò la stampella verso il Bambino.

Il Bambino aprì gli occhi e sorrise.

Un sorriso che inondò Beniamino di gioia.

Il Bambino strinse con il suo piccolo pugno la stampella e la tirò verso di sé.

Beniamino fu colto di sorpresa e, istintivamente, mise giù il piede rattrappito e malato, scoprendo che non gli faceva più male.

Beniamino capì che il Bambino aveva gradito il dono e, da pari suo, aveva ricambiato.

Beniamino fece un salto per provare che era proprio guarito, dopodiché si buttò in ginocchio davanti al Bambino e lo baciò.

Con gli occhi umidi di lacrime, gli disse: “Grazie Gesù!” 

Parole chiave: amore, Il Castello dei Sogni, Natale, Suor Flavia