Menu
Il Web Magazine dell'Ospedale Pediatrico
Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
In età pediatrica, il cosiddetto torcicollo non è un semplice malessere passaggero
Condividi Condividi
nella foto: In età pediatrica, il cosiddetto torcicollo non è un semplice malessere passaggero
Assistenza e Cura

Torcicollo: anche i bambini ne soffrono

14 GEN 2015 - Può sembrare un malessere passeggero ma in età pediatria ha diverse cause e può comportare anche l'intervento chirurgico

Per torcicollo si intende comunemente un blocco doloroso del collo che di solito insorge a causa di una brusca rotazione del rachide cervicale. Altrettanto comunemente tale malessere può essere causato da un semplice colpo di freddo o da una postura scorretta durante il sonno

Nei bimbi si tratta di una patologia molto più complessa.

Contrattura del muscolo sternocleidomastoideo, caratteristica del torcicollo miogeno Emispondilo vertebrale cervicale Sindrome della scapola alta di Klippel Feil torcicollo oculare da paralisi del 4°nervo cranico, prima e dopo la cura

«Il torcicollo - ci spiega il dott. Guido La Rosa, responsabile dell’Unità di Ortopedia del Bambino Gesù di Palidoro - è una condizione patologica caratterizzata da una deviazione laterale e rotatoria del capo. In base all'insorgenza della patologia, può essere congenito o acquisito».

Il torcicollo congenito viene distinto in osteogeno e miogeno.

- Il torcicollo congenito miogeno è dovuto a una retrazione fibrosa monolaterale del muscolo sternocleidomastoideo. Il capo risulta così flesso omolateralmente alla lesione e ruotato controlateralmente. 

Le cause sono in genere riconducibili al meccanismo di estrazione del neonato connesso al momento del parto: travagli di parto difficoltosi, nei quali possono avvenire stiramenti dei muscoli del collo, sono responsabili di retrazioni dei muscoli stessi che comportano l’insorgenza di torcicollo.

- Il torcicollo congenito osteogeno è dovuto a malformazioni ossee a carico delle vertebre cervicali: sinostosi atlanto-occipitale, fusione delle prime due vertebre cervicali, sinostosi di due o più vertebre cervicali tipiche della Sindrome di Klippel Feil, emispondilie o Spina bifida cervicale.

Il torcicollo acquisito si distingue in base alle cause che lo generano:

- Torcicollo acquisito di origine osteoarticolare, dovuto a patologie acute o croniche che interessano il muscolo sternocleidomastoideo (infiammazione o retrazione per cicatrice) o le vertebre cervicali (artriti, tubercolosi, reumatismo). Una particolare forma di questo tipo è costituita dalla sublussazione rotatoria delle prime due vertebre cervicali (C1-C2), che insorge in seguito a traumi anche modesti. La prima vertebra cervicale, l’atlante, si lussa nella sua articolazione con la seconda, provocando un torcicollo che talvolta diviene irriducibile e fisso per lungo periodo di tempo.

- Torcicollo acquisito di origine varia (o torcicollo sintomatico). Il torcicollo in questi casi è il sintomo di varie patologie, per esempio di disturbi della vista (torcicollo oculare) o dell'equilibrio, o di problemi neurologici (per es. il torcicollo spasmodico di Cruchet), o infine di malattie di competenza otorinolaringoiatrica come le infezioni adenoidee e tonsillari (torcicollo di Grisel).

«In questo caso la terapia - spiega  il dott. La Rosa - si compone di vari sistemi. Nelle forme in cui prevale la componente muscolare (torcicollo miogeno neonatale) si adottano tecniche di facilitazione neuromuscolare, piccoli tutori e masso-terapia de-contratturante. In caso non risponda alla terapia, sarà necessario fare ricorso a piccoli interventi di allentamento del muscolo sternocleidomastoideo (quello che in genere si presenta più colpito e retratto).

Le forme malformative ossee richiedono un attento monitoraggio, per escludere coinvolgimenti dei nervi che arrivano alle braccia. L’utilizzo di collari e di busti può essere necessario, e solo in presenza di casi gravi ed evolutivi la chirurgia contribuisce a gestire le situazioni più marcate. 

Le forme di sublussazione rotatoria C1-C2 si trattano inizialmente con miorilassanti (rilassanti muscolari) e leggere trazioni. Se, con il progredire delle settimane, non si assiste a un rapido recupero, divengono necessarie manovre di riduzione della sublussazione in sedazione o interventi di riduzione e fissazione delle due vertebre".

"I torcicolli sintomatici -conclude- necessitano invece di un’attenta identificazione della causa che li ha generati e della sua conseguente soluzione (strabismo o disturbi dei muscoli oculari, cura delle tonsille, adenoidi o loro asportazione)».

Parole chiave: Chirurgia vertebrale, Guido La Rosa, Ortopedia, Palidoro, postura scorretta, strabismo, Terapia del dolore, Vertebre