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Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
Soffiarsi il naso con troppa energia può causare fuorisucita di sangue dal naso (epistassi)
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nella foto: Soffiarsi il naso con troppa energia può causare fuorisucita di sangue dal naso (epistassi)
Assistenza e Cura

Sangue dal naso, che fare?

2 FEB 2015 - Il termine tecnico è epistassi. Ne parliamo col dott. Filippo Maria Tucci

L’epistassi, termine medico per indicare la fuoriuscita di sangue dal naso, è un’emergenza che si riscontra di frequente in età pediatrica. Spesso può generare uno stato di agitazione e di ansia, non tanto nel bambino, quanto nell’adulto. A spaventarsi non solo i genitori ma anche gli insegnanti, qualora l’evento dovesse verificarsi all’asilo o a scuola.

«Il naso - ci spiega il dott. Filippo Maria Tucci, dell’Unità di Otorinolaringoiatria del Bambino Gesù di Palidoro - è facilmente sede di emorragia perché la sua mucosa è ricca di capillari sanguigni (detti anche “varici” quando molto evidenti), specialmente nella regione anteriore delle fosse nasali. Perciò qualsiasi fattore che aumenti la fragilità dei capillari può causare un’epistassi: piccoli traumi esterni o anche interni (per l’abitudine del bambino di mettere le dita nel naso), la tendenza a soffiarsi il naso con troppa energia, i raffreddori, la rinite allergica, i corpi estranei nasali, il clima caldo secco e altro ancora».

I casi di epistassi coinvolgono più frequentemente i maschietti, ma tendono a diminuire di frequenza con la crescita, per poi risolversi spontaneamente dopo i 14 anni.

«Questi episodi - aggiunge il dott. Tucci - possono verificarsi saltuariamente, ma quando si ripetono con una certa regolarità è consigliata una visita dallo specialista per avere la conferma sull’origine dell’epistassi e per escludere patologie più importanti. È necessario anche tranquillizzare i genitori e il bambino stesso sulla benignità di tale evento e consigliare su come comportarsi».

Sono sufficienti piccoli accorgimenti per risolvere il più delle volte questi eventi: far sedere il bambino con la schiena piegata in avanti per evitare che possa ingerire il sangue e “pinzare” tra le dita la parte anteriore del naso controllando che tale manovra riduca effettivamente la fuoriuscita di sangue.

No, quindi, ai falsi rimedi, come far piegare al bambino la testa all’indietro e bagnargli i polsi sotto l’acqua fredda!

Sconsigliato anche l’impiego di garze “emostatiche”.

«Se con tali semplici manovre - aggiunge Tucci – la fuoriuscita del sangue non dovesse arrestarsi nell’arco di 10 minuti,  è consigliabile recarsi in un pronto soccorso. A scopo preventivo esistono in commercio delle pomate che, applicate periodicamente nelle fosse nasali, hanno un effetto cicatrizzante sui capillari nasali. Nei casi più ostinati, in cui la frequenza è notevole, si può anche eseguire una “causticazione” dei capillari con una sostanza chimica ma questa pratica è ben poco accettata dal bambino e quindi di difficile esecuzione senza la sua collaborazione».

 

Parole chiave: Filippo Maria Tucci, naso, Otorinolaringoiatria, Palidoro