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Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
guarda il video Bambino Gesù: come funziona l'Ambulatorio multidisciplinare per i disturbi del respiro del sonno
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nel video: Bambino Gesù: come funziona l'Ambulatorio multidisciplinare per i disturbi del respiro del sonno
Assistenza e Cura

Disturbi del respiro nel sonno

26 FEB 2015 - Scopriamo insieme quali sono i diversi approcci adottati dall'ambulatorio multidisciplinare del Bambino Gesù di Palidoro

Un Ambulatorio per il monitoraggio e la cura dei disturbi respiratori del sonno (le cosiddette OSAS) in età pediatrica, coordinato dal lavoro degli specialisti delle unità di Otorinolaringoiatria, Odontostomatologia e Broncopneumologia dell’ospedale Bambino Gesù di Palidoro. Il servizio, attivo da oltre due anni, indaga sulle cause alla base dell’apnea ostruttiva notturna attraverso il lavoro di consulto degli esperti coinvolti.

“Spesso il disturbo respiratorio - spiega la dott.ssa Emanuela Sitzia, specialista della UOC  di Otorinolaringoiatria – può nascere da un disordine ostruttivo derivante da ipertrofia adenotonsillare. Tuttavia, da un’attività respiratoria alterata può derivare una modifica della struttura scheletrica della cavità orale capace di prolungare l’apnea  anche dopo la rimozione della causa principale”.

Prima di agire è quindi fondamentale coordinarsi con gli specialisti di tutte le aree mediche coinvolte per individuare insieme terapia e modalità d’intervento. L’attività di monitoraggio del sonno dei bambini risulta di fondamentale importanza per verificare e identificare le cause alla base dei disturbi respiratori.

“Il monitoraggio saturimetrico e la polisonnografia - precisa la dottoressa Sitzia rappresentano due validi strumenti di cui si può avvalere lo specialista. Il primo può essere effettuato anche a domicilio tramite la semplice applicazione di un sensore alla mano o al piede del bambino, il secondo lo si utilizza per un monitoraggio più approfondito in pazienti sindromici o con presenza di disturbi residui respiratori anche dopo intervento chirurgico”.

In presenza di struttura scheletrica alterata del palato, l’intervento dell’odontoiatra diventa di fondamentale importanza. “Cerchiamo sempre di verificare - spiega la dott.ssa Paola Festa, dell’Unità di Odontostomatologia - se i pazienti presentino problematiche occlusali dovute a una particolare conformazione cranio-facciale. In caso affermativo effettuiamo esami aggiuntivi e interventi di ortodonzia  per migliorare l’attività respiratoria del paziente”.

La strumentazione ortodontica adottata può essere di tipo fisso, da applicarsi nel caso dell’espansione mascellare superiore, o di tipo mobile, per  una seconda fase della terapia.

“In alcuni casi – aggiunge la dott.ssa Valeria Verani, sempre dell’unità di Odontostomatologia - cerchiamo di risolvere la problematica attraverso l’espansione e l’avanzamento della mandibola, ma possono verificarsi anche casi opposti, in cui l’apparato mandibolare è posizionato in avanti rispetto alla norma”.

Parole chiave: Disturbi del respiro nel sonno, Emanuela Sitzia, Odontostomatologia, OSAS (Obstructive Sleep Apnea Syndrome), Otorinolaringoiatria