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Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
guarda il video Una delle infermiere che si occupano dei bambini ricoverati nella Terapia Intensiva di Palidoro
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nel video: Una delle infermiere che si occupano dei bambini ricoverati nella Terapia Intensiva di Palidoro
Assistenza e Cura

Un "paracadute" per l'ospedale: la Terapia intensiva

2 OTT 2013 - Otto posti letto, monitorati costantemente, dedicati alle insufficienze respiratorie acute e croniche provenienti dal Primo Soccorso e dai Reparti

Poiché la maggior parte degli interventi chirurgici effettuati a Palidoro sono ad alta complessità e spesso interessano bambini affetti da patologie anche molto gravi, può capitare che il post-operatorio necessiti della Terapia Intensiva, che il dott. Franco Schiavi ama definire un po’ come il “paracadute” dell’ospedale.

«Noi ci occupiamo – ci spiega – di pazienti che possono aver bisogno di 12, 24 o anche 48 ore di sedazione profonda, se non addirittura di anestesia generale, per mantenere i parametri vitali stabili. Per quanto riguarda la Rianimazione e la Terapia Intensiva, qui a Palidoro siamo dotati di macchinari di eccellenza, sia per il monitoraggio “cruento” (con l’inserimento di cannule arteriose o di un catetere venoso centrale) sia per quello mininvasivo (attraverso l’applicazione di ellettrodi sul torace o sugli arti). Ci avvaliamo inoltre di avanzati sistemi computerizzati (il BIS e l’Entropia) che misurano lo stato del “sonno” dei bambini ricoverati, per controllare costantemente se la sedazione utilizzata è consona allo stato del paziente».

Il coordinamento con la sede di Roma è strettissimo, in modo che sia sempre reso disponibile un posto letto per le emergenze.

«La rianimazione – tiene a sottolineare Schiavi - è un impegno costante per il medico che se ne occupa e quando si tratta di bambini acquisisce anche una fortissima connotazione emotiva. Noi lavoriamo con pazienti che magari si sono appena affacciati alla vita e che si trovano costretti a rimanere in rianimazione anche più di un anno. Dobbiamo relazionarci quotidianamente anche con i genitori di questi bimbi, fortemente provati dalla situazione, come si può immaginare. Bisogna allora saper creare un legame forte con queste famiglie, di solidarietà ma anche di complicità».

E a questo proposto il dott. Schiavi ci racconta di un “bambinetto”, al quale è particolarmente affezionato, rimasto nella Rianimazione di Palidoro per circa un anno e mezzo. «Il bimbo ha dovuto sottoporsi a diversi interventi chirurgici, a causa di complesse patologie e continue complicanze, che gli hanno causato per molto tempo uno stato di grave insufficienza respiratoria. Gradualmente, siamo riusciti a “svezzarlo” dal ventilatore, mettendolo in grado di respirare di nuovo in maniera autonoma. Ora è tornata a casa, nella sua Napoli, ma noi lo rivediamo più volte durante l’anno, in occasione dei controlli programmati nel Day Hospital di Rianimazione».

Parole chiave: Anestesia, BIS, Franco Schiavi, Monitoraggio, Palidoro, Rianimazione, Sedazione, Terapia intensiva