Menu
Il Web Magazine dell'Ospedale Pediatrico
Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
guarda il video Il dott. Giancarlo Giglio racconta i suoi oltre trent'anni a Palidoro
Condividi Condividi
nel video: Il dott. Giancarlo Giglio racconta i suoi oltre trent'anni a Palidoro
Storie

Una vita per il Bambino Gesù

18 MAR 2015 - Da 35 anni al servizio dei bambini. La testimonianza dell'ortopedico memoria storica del Bambino Gesù di Palidoro fin da quando era un ospedale esclusivamente ortopedico

Incontriamo Giancarlo Giglio nel reparto in cui ha lavorato per più di 30 anni. Entrato in servizio a Palidoro il 16 giungo 1979 -come specialista ortopedico dell’Unità Operativa, oggi diretta dal dott. La Rosa- è una delle memorie storiche del Bambino Gesù.

Dott. Giglio, com’era il Bambino Gesù di Palidoro quando cominciò a lavorarci?

«Feci il mio ingresso in questo ospedale insieme a Vittorio Salsano, mentre poco prima erano arrivati Elio Ascani e Guido La Rosa, tutti medici ortopedici. A quel tempo la sede di Palidoro era una struttura dedicata esclusivamente all’ortopedia, con 120 posti letto e un ritmo di interventi annuali di tutto rispetto, soprattutto per il trattamento di patologie vertebrali. Il lavoro era molto impegnativo, ma estremamente gratificante».

Com’è cambiata la pratica chirurgica negli anni?

«Circa trent’anni fa, gli interventi alla colonna erano molto più lunghi rispetto ad ora, anche oltre le sei ore. Questo dipendeva ovviamente dalle tecniche e dalla strumentazioni del tempo e soprattutto alle problematiche legate alle perdite ematiche. Considerate che una volta ci volevano circa 5/6 sacche di sangue per un intervento alla colonna, mentre oggi ne possono bastare anche due, sia grazie alle nuove tecniche chirurgie che limitano molto la perdita di sangue, sia grazie al recupero intraoperatorio. Devo dire che le nuove tecnologie hanno cambiato molto l’ortopedia; basti pensare all’uso rivoluzionario delle barre magnetiche per il trattamento delle scoliosi infantili».

L’Unità di ortopedia di Palidoro, però, non si limita solo alle patologie vertebrali.

«Ovviamente. A partire dagli anni ’80, per esempio, in seguito a uno stage presso il prof. Gabriel Abramovic Ilizarov, nella città di Kurgan in Siberia, abbiamo cominciato a praticare interventi di distrazione osteogenetica (allungamento degli arti) per trattare diverse malformazioni ossee congenite, nei casi in cui non siano applicabili le tecniche convenzionali. Oggi il Bambino Gesù di Palidoro ha aperto molte altre specializzazioni di altissima eccellenza e ha ampliato e modernizzato le sue strutture. Altri strumenti si aggiungeranno, come la nuova TAC. Noi abbiamo fatto la nostra parte e oggi l’Ortopedia Pediatrica è all’avanguardia nel trattamento delle scoliosi e di numerose altre patologie malformative che curiamo in età pediatria e adolescenziale. Oggi come allora, il lavoro è molto impegnativo ma altrettanto gratificante».

Parole chiave: Barre magnetiche, Guido La Rosa, Ortopedia, Scoliosi