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Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
Un neonato nel primo mese di vita può essere portato in spiaggia o in montagna a patto di osservare alcune semplici precauzioni.
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nella foto: Un neonato nel primo mese di vita può essere portato in spiaggia o in montagna a patto di osservare alcune semplici precauzioni.
Assistenza e Cura

Al mare o in montagna con il neonato: si può?

8 LUG 2015 - È possibile portare un bambino al di sotto del mese di vita nei classici luoghi di villeggiatura estiva? La risposta è sì, con le dovute accortezze

Dopo una lunga gravidanza, resa più faticosa dalla calura estiva, è lecito per i neogenitori domandarsi se è possibile concedersi qualche giorno di relax con il proprio bambino in una delle due mete più ambite della stagione: mare e montagna.
Gli esperti del Bambino Gesù assicurano di sì, sottolineando però che al di sotto del mese di vita ci sono alcune accortezze in più da seguire.

AL MARE

Un neonato che non ha ancora terminato la quarta settimana di vita, può essere portato in spiaggia a patto che si tengano presente due fattori molto importanti: l’ipersensibilità della cute e l’incapacità di regolare adeguatamente la propria temperatura corporea.

«Innanzitutto - spiega Mary Haywood Lombardi, Pediatra del Bambino Gesù presso la sede di Palidoro – il neonato non va mai esposto direttamente ai raggi solari, ma va tenuto sempre all’ombra, anche nelle fasce orarie più fresche. Bisogna inoltre evitare di recarsi in spiaggia nei momenti più caldi, tra le 11 e le 16. L’uso dell’ombrellone risulta efficace anche se è opportuno considerare l’acquisto di una tenda da spiaggia che offra maggiore protezione contro vento e sabbia».

«L’uso di creme solari, anche se specifiche per bambini, è fortemente sconsigliato fino ai 3 mesi di vita – continua Lombardi. Per un neonato una scottatura è esponenzialmente molto più grave rispetto a quella di un adulto e, per questo motivo, raccomando a tutti i genitori estrema cautela».
Per quanto riguarda il bagno in mare, è possibile immergere il bambino per pochi minuti e solo fino al torace, tenendolo sempre in braccio.  «In questo modo – chiarisce Lombardi - il genitore potrà riscaldare il piccolo con il proprio corpo e sarà in grado di monitorizzare costantemente la sua temperatura corporea, facendolo uscire dall’acqua, nel momento in cui il piccolo cominci a raffreddarsi».

È inoltre buona norma, al rientro dalla spiaggia, fare il bagnetto al bambino, per ripulirlo da salsedine e sabbia che potrebbero irritarne la cute. «Cercate la spiaggia più pulita possibile, magari in uno stabilimento privato che si trovi lontano dai porti e dallo sbocco dei canali» raccomanda Lombardi.

Tutti i consigli sono validi solo dopo il distacco del moncone ombelicale (che avviene in genere entro la prima settimana di vita), prima del quale si sconsiglia il bagnetto completo del bambino e, di conseguenza, l’accesso stesso alla spiaggia.

IN MONTAGNA

Temperature più miti e aria pulita rendono la montagna una meta fortemente consigliata per le neomamme e i loro piccoli, purché non si superino i 2mila metri di altezza, oltre i quali l’aria rarefatta potrebbe creare qualche problema. «Prima di partire – aggiunge Lombardi – è sempre bene consultarsi con il proprio pediatra, soprattutto se il bambino presenta alla nascita sofferenza respiratoria o cardiopatia». 

In generale, le accortezze principali da osservare riguardano gli indumenti da far indossare al piccolo in relazione all’escursione termica, che si registra in montagna tra il giorno e la notte. «Il consiglio che mi sento di dare è quello di vestire il bambino “a cipolla” - spiega Lombardi - avendo l’accortezza, durante la notte, di chiudere le finestre della stanza per evitare  che penetri umidità. Di giorno, invece, è bene tenere il piccolo all’ombra per scongiurare eventuali scottature provocate dai forti raggi solari».

Parole chiave: consigli esperti, estate, mare, montagna, neonati, Ospedale Bambino Gesù, Palidoro, Pediatria