Menu
Il Web Magazine dell'Ospedale Pediatrico
Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
La scelta di sottoporre il bambino a specifiche cure termali deve essere sempre concordata con il pediatra che lo segue.
Condividi Condividi
nella foto: La scelta di sottoporre il bambino a specifiche cure termali deve essere sempre concordata con il pediatra che lo segue.
Assistenza e Cura

Bambini alle terme: pro e contro

13 LUG 2015 - Le cure termali possono essere un valido aiuto soprattutto per le patologie delle alte vie respiratorie ma ci sono diverse controindicazioni per l'accesso dei soggetti pediatrici

Sia d’estate che d’inverno, le terme sono sempre di gran moda, in quanto considerate un toccasana per le malattie della pelle e per le patologie delle alte vie aeree e del tratto timpanico. Ma fanno davvero tanto bene? E quanto sono consigliate per i soggetti pediatrici? Lo abbiamo chiesto agli esperti del Bambino Gesù.

LIMITAZIONI ALL’ACCESSO ALLE ACQUE TERMALI

«Non è consigliabile portare bambini al di sotto dei 3 anni all’interno di una piscina termale - avverte Maria Antonietta Barbieri, Responsabile del Primo Soccorso del Bambino Gesù di Palidoro -. Nel caso i genitori abbiamo la necessità di effettuare delle cure particolari, si può scegliere una struttura che metta a disposizione spazi e servizi dedicati al piccolo. Per i bimbi più grandi non ci sono controindicazioni all’accesso in piscina, purché la temperatura dell’acqua non superi i 31-32° centrigradi. Piscine troppo calde e saune possono provocare problemi cardiorespiratori anche gravi nei soggetti pediatrici».

ACQUE SULFUREE E CURE DERMATOLOGICHE

Spesso bagni e fanghi a base di zolfo vengono pubblicizzati come un autentico toccasana per alcune malattie della pelle, sia nell’adulto che nel bambino, se trattate in fase non acuta. Ma fanno davvero tanto bene? 

«Innanzitutto - risponde Barbieri – per i bambini al di sotto dei 12 anni, le acque sulfuree, a prescindere dalla loro concentrazione, sono fortemente sconsigliate per il rischio di un’intossicazione. D’altra parte, non esiste a tutt’oggi un’evidenza scientifica in merito ad una loro effettiva efficacia per il trattamento di patologie della cute nei bambini (eczema  o psoriasi infantile)».

L’AEROSOL-TERAPIA

Al di sopra dei 6 anni si può invece accedere ai trattamenti inalatori (la cosiddetta aerosol-terapia) per la cura e la prevenzione di faringiti, tonsilliti, ecc.
«Se nella forma acuta – sottolinea a tal proposito Filippo Maria Tucci, specialista dell’Unità di Otorinolaringoiatria Pediatrica del Bambino Gesù di Palidoro - l’approccio farmacologico è sicuramente il più indicato, nelle flogosi ricorrenti, le cure termali possono aiutare a ridurre la frequenza e l’intensità tali patologie».

COME FUNZIONANO LE CURE INALATORIE

«I trattamenti inalatori - spiega Tucci – permettono alle sostanze terapeutiche di raggiungere  direttamente le  mucose con un’azione locale antisettica e depurativa.
Nello specifico esistono diverse modalità di cura:

- inalazioni a vapore: consistenti nell’inalazione di acque termali nebulizzate ad una temperatura di 37-38°
doccia nasale micronizzata: consente il lavaggio diretto delle cavità nasali
aereosol: può essere effettuato attraverso la bocca o il naso con emissioni di particelle più piccole rispetto alle inalazioni (3-10 micron)
- nebulizzazione: le acque termali vengono disperse direttamente nell’ambiente in cui respira il paziente

Inoltre per il trattamento delle rino-otiti, ossia quelle patologie che coinvolgono direttamente il rinofaringe, la tuba di eustachio e l’orecchio medio, esistono due alternative di cura:

- le insufflazioni tubariche permettono di convogliare il gas termale nella tuba sino a raggiungere la cavità timpanica grazie all’inserimento di un catetere all’interno della fossa nasale
- il politzer crenoterapeutico: permette l’insufflazione di vapori nei bambini più piccoli attraverso un terminale che viene appoggiato ad una narice nasale mentre contemporaneamente viene tenuta  chiusa l’altra

Mentre le inalazioni prevedono l’utilizzo di apparecchi singoli, le nebulizzazioni si possono effettuare in trattamenti di gruppo, particolarmente adatti per i bimbi più piccoli e meno collaborativi.

UN CONSIGLIO SEMPRE VALIDO

«In ogni caso – questo è il consiglio più importante da parte degli esperti del Bambino Gesù -  la scelta di sottoporre il proprio piccolo a specifiche cure termali deve essere sempre concordata con il pediatra che lo segue e lo conosce bene.  L’organismo di ogni bambino è differente da tutti gli altri e può reagire in maniera unica».

Parole chiave: acque termali, aerosol terapia, cure dermatologiche, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Palidoro, terme