Menu
Il Web Magazine dell'Ospedale Pediatrico
Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
il parassita colpisce a scuola, in un anno, circa 900 mila bimbi sotto i 6 anni.
Condividi Condividi
nella foto: il parassita colpisce a scuola, in un anno, circa 900 mila bimbi sotto i 6 anni.
Assistenza e Cura

Pidocchi, compagni di scuola scomodi per i nostri bambini

11 SET 2015 - Tempo di ripresa delle lezioni scolastiche e del rischio di contagio tra i più piccoli. Ecco i consigli per affrontare al meglio la sgradita presenza

Settembre è il mese che segna la fine delle vacanze e la ripresa dell’anno scolastico. E con il ritorno in classe torna anche il rischio di ritrovarsi degli sgraditi ospiti tra i capelli, i pidocchi.

La pediculosi è un’infestazione causata dalla presenza di piccoli parassiti di colore grigio-biancastro muniti di zampette uncinate che permettono loro di attaccarsi a capelli e peli.

Secondo le stime, il parassita colpisce a scuola, in un anno, circa 900 mila bimbi sotto i 6 anni. Seguono in classifica le elementari con oltre 600 mila casi tra i 6 e i 12 anni, le medie e le superiori. “C’è da dire innanzitutto – spiega Caterina Marabotto, Pediatra del Bambino Gesù di Palidoro – che i pidocchi non possono essere trasmessi dagli animali e non sono in grado di sopravvivere a lungo lontano dal cuoio capelluto”.

I parassiti si nutrono di sangue e il loro ciclo vitale ha la durata di un mese. “Gli insetti  vivono a contatto con la cute e le loro uova, chiamate lendini, di colore bianco-lucido, poco più piccoli di una testa di spillo, si differenziano dalla forfora in quanto aderiscono tenacemente al cuoio capelluto”.

I SINTOMI

Il prurito è il sintomo che può far pensare ad un ipotetico contagio e deriva dalla reazione allergica della cute alla saliva dei pidocchi. “Bisogna comunque sottolineare come esso non si manifesti prima di qualche settimana – precisa Marabotto -. Le punture infatti, in un primo momento non vengono avvertite per via di una sostanza anestetizzante presente nella saliva dell’insetto”.

Il contagio avviene da persona a persona,  per contatto diretto o attraverso lo scambio di effetti personali. “Bisogna sfatare un’errata convinzione - continua Marabotto - i pidocchi non possono saltare da una testa all’altra e non possono volare. Piuttosto bisogna prestare la massima attenzione ad oggetti come pettini, fermacapelli o spazzole”.

I RIMEDI

In commercio sono disponibili numerosi prodotti sotto forma di polveri, creme, mousse, gel, shampoo.

Il principio attivo più efficace è rappresentato dalla permetrina, un piretroide sintetico capace di uccidere sia i pidocchi che le uova, anche con un solo trattamento. Una seconda scelta può essere rappresentata dal malathion, un antiparassitario di cui se ne raccomanda l’uso solo per bambini superiori ai 6 anni.

Un terzo rimedio è invece rappresentato dalle piretrine naturali e da prodotti a base di vitamina E che uccidono i pidocchi per soffocamento. “In aggiunta a queste opzioni – spiega Marabotto – il wet combing rappresenta una valida alternativa che si avvale dell’uso di un pettine a denti fitti da passare tra i capelli cosparsi di balsamo, dalla radice alla punta, fino a quando non si raccolgono più insetti”.

Il trattamento va ripetuto ogni 3-4 giorni per almeno 2 settimane. Dietro presentazione del certificato medico, il piccolo può tornare in classe, evitando così che si perdano troppe ore di lezioni.

“In caso di presenza del parassita è opportuno disinfettare anche lenzuola e abiti in acqua a 60° o a secco, come nel caso dei cappelli. Un’alternativa potrebbe essere quella di lasciare i vestiti all’aria aperta  per più di 48 ore. Pettini, spazzole e fermagli possono invece essere immersi in acqua molto calda per 10-20 minuti” precisa Marabotto.

LA PREVENZIONE A CASA E A SCUOLA

È bene sapere che non è possibile prevenire la pediculosi.  Tuttavia è possibile educare i bambini ad evitare lo scambio di oggetti personali effettuando in aggiunta una sorveglianza periodica del capo e della nuca per individuare precocemente il problema.

In particolare a scuola, è buona cosa insegnare ai piccoli a non ammucchiare capi di abbigliamento sugli attaccapanni fuori dall'aula o negli spogliatoi della palestra.

Parole chiave: Ospedale Bambino Gesù, Palidoro, Pediatria, pidocchi, prevenzione, scuola