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Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
guarda il video La procedura chirurgica per l'impianto sottocutaneo è semplice e minimamente invasiva.
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nel video: La procedura chirurgica per l'impianto sottocutaneo è semplice e minimamente invasiva.
Ricerca e Innovazione

Trattamento delle aritmie: il controllo a distanza del paziente

2 OTT 2015 - Innesti di impianti compatti con cui l'Unità di Aritmologia Pediatrica del Bambino Gesù di Palidoro monitora e diagnostica pazienti sempre più piccoli a rischio di anomalie cardiache

Apparecchiature sottocutanee per il monitoraggio dell’attività cardiaca vengono utilizzate in campo medico da circa una decina d’anni.  Tuttavia l’evoluzione tecnologica ha portato numerosi miglioramenti e ha permesso di rendere sempre più piccoli e compatti i monitor impiantabili.

All’Unità di Aritmologia Pediatrica e Sincope Unit del Bambino Gesù di Palidoro, i loop recorder - questa un’altra denominazione delle apparecchiature - vengono destinati e applicati anche su pazienti piccolissimi per registrare le eventuali anomalie del ritmo cardiaco.

“Si tratta di un traguardo molto importante – spiega Fabrizio Drago, Responsabile della Struttura Complessa - perché permette di capire con precisione quale comportamento cardiaco si associa alla sintomatologia del paziente con la possibilità di monitorarlo da remoto. Il loop recorder registra i dati per la durata di tre anni e ne permette la trasmissione automatica o manuale, tramite un attivatore portatile che viene messo a disposizione della famiglia del bambino”.

La procedura chirurgica per l’impianto avviene nella porzione superiore del torace, mediante una procedura semplice e minimamente invasiva. “Se il paziente ha superato i 12-13 anni l’inserimento può essere di tipo ambulatoriale tramite una piccola incisione di 2-3mm, attraverso cui collocare l’impianto al di sotto della cute. Per i bambini più piccoli sarà ovviamente necessaria una piccola sedazione, ma la procedura non richiederà comunque più di cinque minuti”.

Dal punto di vista strettamente medico, l’utilizzo dei loop recorder permette di individuare con maggiore precisione la situazione clinica del paziente. “Basti pensare quante volte si è costretti a formulare una diagnosi differenziale tra una forma epilettica e una forma sincopale cardiaca – precisa Drago -. Questi apparecchi ci dicono con certezza se un determinato sintomo è o non è correlato a un problema cardiaco di aritmia. Il 15% delle sincopi sono di origine cardiaca e nello 0,1- 0,2% dei casi possono precedere la morte improvvisa. Ecco perché è così importante un’attività di monitoraggio nei soggetti a rischio”.

Da marzo 2014 nell’Unità di Aritmologia sono stati impiantati 62 pazienti con un’età media di circa 8 anni, e una resa diagnostica del 67%. Nei pazienti più piccoli, al di sotto dei 6 anni, si è ottenuta una resa diagnostica del 50% con solo sei mesi di follow-up.  

“È un dato significativo perché identifica la maggiore facilità con cui riusciamo a comprendere le problematiche di salute e i sintomi che un bambino piccolissimo non riesce a spiegarci – continua Drago. Ricordiamoci che i loop recorder riguardano quei pazienti che non vengono diagnosticati in altra maniera, circa un 20% di bambini che grazie a questa tecnologia riesce ad essere assistito al meglio delle nostre possibilità”.

Parole chiave: Aritmologia, Ospedale Bambino Gesù, Palidoro