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Il Web Magazine dell'Ospedale Pediatrico
Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
guarda il video Una delle speciali telecamere con led a infrarossi utilizzate nel laboratorio di analisi opto-elettronica del movimento
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nel video: Una delle speciali telecamere con led a infrarossi utilizzate nel laboratorio di analisi opto-elettronica del movimento
Ricerca e Innovazione

Il "motion capture" della Neuroriabilitazione

14 OTT 2013 - Il dott. Castelli ci illustra il laboratorio di analisi del movimento dell'Unità Operativa di Neuroribalitazione di Palidoro e S.Marinella

«Qui in Neuroriabilitazione  - ci spiega il dott. Enrico Castelli  - ci occupiamo di neonati,  bambini e adolescenti che abbiano subìto una lesione cerebrale o spinale. La ricerca scientifica, in particolare il settore della robotica, è parte integrante del nostro lavoro, proiettato continuamente a trovare soluzioni innovative per aiutare questi pazienti a recuperare le funzioni motorie che hanno perso in maniera totale o parziale».

È per questo motivo che da anni l’Unità di Neuroriabilitazione dell’OPBG di Palidoro e S.Marinella, si avvale di importanti collaborazioni con team di ingegneri nazionali e internazionali. Il principale partner è l’équipe del prof. Paolo Cappa del Dipartimento di Meccanica e Aereonautica della Facoltà di Ingegneria dell’Università “Sapienza” di Roma,  ma progetti importanti sono stati  realizzati anche con il “Collège de France” e il “Massachusetts Institute of Technology” (MIT) di Boston.

«In Neuroriabilitazione – continua Castelli  - sia per le scelte terapeutiche da adottare con i nostri pazienti, sia per le attività di ricerca, abbiamo bisogno di basarci sempre su dati obiettivi. Per questo motivo è fondamentale nel nostro lavoro il laboratorio di Analisi opto-elettronica del movimento di cui è dotato il nostro centro».

Il dott. Castelli ci mostra quindi 8 telecamere dall’aspetto insolito disposte lungo le pareti del laboratorio.  

«I led di queste telecamere – spiega – emettono degli  impulsi luminosi ad alta frequenza (fino a 1200 impulsi al secondo).  Questi “flash” sono a luce infrarossa, perciò non sono visibili ad occhio nudo ma vengono riflessi da appositi “markers” che vengono disposti su tutto il corpo del paziente, secondo una mappa standardizzata dei reperi anatomici*».

Un po’ come accade col “motion capture” utilizzato nel cinema 3D,  le speciali telecamere sono in grado di ricostruire in tempo reale la posizione nello spazio di ogni marker, analizzando quindi il movimento del paziente. Ma, a differenza della tecnologia utilizzata nell’industria cinematografica, qui telecamere, markers e il relativo software sono progettati e calibrati per individuare ogni più piccola irregolarità del camminamento del paziente.

«I dati che raccogliamo – ci dice Castelli –  servono a comprendere nel dettaglio il problema del paziente e a valutare i suoi progressi in seguito alla nostra terapia riabilitativa, a eventuali farmaci utilizzati o anche agli interventi di chirurgia funzionale che eseguiamo in collaborazione con l’Unità di Ortopedia».

*I punti di repere sono, per semplificare al massimo, formazioni anatomiche che ci permettono di risalire agli organi interni.

Parole chiave: Chirurgia funzionale, Enrico Castelli, Laboratorio di analisi del movimento, MIT, Neuroriabilitazione, Ortopedia, Ricerca, Terapia intensiva