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Il Web Magazine dell'Ospedale Pediatrico
Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
guarda il video Il dott. _Sebastian Cristaldi, pediatra del DEA di Palidoro
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nel video: Il dott. _Sebastian Cristaldi, pediatra del DEA di Palidoro
Assistenza e Cura

Soffocamento da corpo estraneo: al Bambino Gesù impariamo a salvare i nostri piccoli

13 NOV 2013 - Presso l'OPBG di Palidoro e S.Marinella sono attivi dei corsi per insegnare agli adulti le manovre di disostruzione delle vie aeree da corpo estraneo in neonati e in bambini più grandi

L’ostruzione delle vie aeree per inalazione di corpi estranei , se non prontamente risolta, può avere conseguenze drammatiche. Secondo i dati ISTAT, il 27% delle morti classificate come accidentali, nei bambini da 0 a 4 anni, avviene per soffocamento causato da inalazione di cibo o di un “corpo estraneo”. Passando nelle fasce d’età 5–9 anni e 10–14, la percentuale di morti per soffocamento diminuisce progressivamente (11,5% e 4,7%), ma rimane comunque tra le più significative tra le cause accidentali. Molti di questi decessi possono essere evitati con un intervento tempestivo ed è per questo che ormai da diversi anni la Società di Medicina d'Emergenza ed Urgenza Pediatrica (SIMEUP) si impegna a diffondere capillarmente la conoscenza delle manovre di disostruzione delle vie aeree (nell’adulto e soprattutto nei bambini), coinvolgendo tutti gli ospedali pediatrici del Paese con iniziative come “Una manovra per la vita”.

Manovra di disostruzione delle vie aeree nei lattanti - fase 1: pacche intercostali Manovra di disostruzione delle vie aeree nei lattanti - fase 2: compressioni toraciche

Presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella sono attivi dei corsi specifici, dedicati a genitori, insegnanti, istruttori sportivi e qualunque persona adulta, non appartenenti a personale sanitario, che voglia imparare questa importante manovra salva-vita.

Abbiamo incontrato il dott. Sebastian Cristaldi, pediatra del DEA di Palidoro, che ci ha illustrato brevemente le due tipologie di manovre esistenti.

«Nel caso del lattante, quindi approssimatamene fino al primo anno di età, la manovra prevede che il soccorritore, da seduto, posizioni il bambino disteso sulla propria gamba, che fungerà da piano di appoggio rigido.  Tenendo il bambino a pancia in sotto, con il corpo leggermente inclinato verso il pavimento, si dovranno dare prima 5 colpi a mano aperta fra le scapole dopodiché, girando il bimbo in posizione supina, si dovranno effettuare 5 compressioni toraciche. Alternando quindi sequenze di 5 “pacche interscapolari” e 5 “compressioni toraciche” si dovrà ripetere la manovra finché il corpo estraneo non venga espulso».

 «Nel caso invece di bambini più grandi – continua il dott. Cristaldi – ovviamente è più difficile utilizzare la propria gamba come piano rigido, perciò si dovrà ricorrere alla cosiddetta “Manovra di Heimlich”, che consiste nell’abbracciare da dietro il bambino, posizionando le mani (una delle quali chiusa a pugno) tra ombelico e processo xifoideo (più o meno alla base dello sterno) e comprimendo l’addome con movimenti “antro posteriori”, dal basso verso l’alto».

Cristaldi ci spiega però che è altrettanto importante sapere sia quando intervenire sia quando non intervenire:  «Innanzitutto bisogna tenere ben presente che quando al bambino va di traverso qualcosa e comincia a tossire e a piangere,  non va assolutamente toccato, perché si tratta di un meccanismo naturale di difesa dell’organismo. Non bisogna infilargli le dita in bocca né dargli delle pacche dietro le spalle, perché si potrebbe solo peggiorare la situazione. Bisogna intervenire invece, con le manovre sopra descritte, solo quando il bambino non riesce più a tossire e a emettere suoni».

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