Menu
Il Web Magazine dell'Ospedale Pediatrico
Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
guarda il video Il dott. Massimo Silvetti, responsabile dell'équipe che si occupa del monitoraggio a distanza
Condividi Condividi
nel video: Il dott. Massimo Silvetti, responsabile dell’équipe che si occupa del monitoraggio a distanza
Ricerca e Innovazione

Monitorare a distanza i pazienti cardiaci

18 NOV 2013 - Un sistema che permette alla UOC di Aritmologia Pediatrica del Bambino Gesù di monitorare "da remoto" il corretto funzionamento di pacemaker o defibrillatori in pazienti che si trovano anche all'estero.

Esistono diverse tipologie di stimolatori cardiaci, tra cui i due principali sono il “pacemaker”  - per il sostentamento dei pazienti brachicardici (il cui cuore batte troppo piano per mantenere  e funzioni vitali) e il “defibrillatore”  - un apparecchio che può salvare la vita del paziente in caso di forte tachi-aritmia o di fibrillazione ventricolare.

«Entrambi questi apparecchi – ci spiega il dott. Drago – sono ormai di dimensioni sempre più ridotte e possono essere applicati sia esternamente sia a livello sottocutaneo. Naturalmente questi apparecchi devono essere controllati affinché svolgano nel tempo in maniera corretta le funzioni per le quali sono stati programmati al momento dell’applicazione. Una volta il controllo veniva effettuato semestralmente o trimestralmente, a seconda delle caratteristiche del paziente, mentre oggi siamo in grado di monitorare gli apparecchi ogni giorno e soprattutto a distanza. Nell’adulto questa tecnologa esisteva da tempo e, dati gli ottimi risultati raggiunti, a partire dal 2011 qui al Bambino Gesù abbiamo cominciato ad applicarla anche ai pazienti pediatrici».

Oggi sono oltre 250 i pazienti con pacemaker o defibrillatore sottocutanei che vengono monitorati  da un’équipe dedicata dell’Unità di Aritmoologia di Palidoro e rappresentano più del 50% di tutti gli apparecchi sottoposti a controllo. È la terza casistica al mondo di pazienti aritmici monitorati a distanza, dopo Boston e Toronto, mentre è in assoluto la prima per quanto riguarda i pazienti pediatrici.  

«Si tratta  - ci dice il dott. Massimo Silvetti, responsabile dell’équipe che si occupa del monitoraggio – di un sistema su rete GSM che ci permette di monitorare pazienti su tutto il territorio nazionale e persino all’estero (controlliamo pazienti che si trovano in Inghilterra, per esempio). Non monitoriamo però solo pacemaker e defibrillatori ma anche apparecchi più piccoli, i cosiddetti “loop-recorder”: inseriti chirurgicamente, la loro funzione principale è la registrazione degli eventi aritmici, in genere su pazienti  con sintomi occasionali.  Questo monitoraggio  può durare fino a due anni e ci permette di fare diagnosi e stabilire terapie mirate.

«È un servizio importantissimo che facciamo alle famiglie di questi bambini - aggiunge Drago – considerando le difficoltà di gestire  un figlio piccolo con un defibrillatore o un pacemaker impiantato. Verificare tutti i dati che ci pervengono ogni giorno è sicuramente un lavoro impegnativo per noi, ma  non dimentichiamoci che questo controllo domiciliare ci permette di evitare un  numero significativo di visite qui in ospedale, da parte di pazienti che vengono da ogni regione d’Italia».

Parole chiave: Aritmologia, Care link, Cuore, Cuore artificiale, Defibrillatore, Loop-recorder, Massimo Silvetti, Monitoraggio, Pacemaker, Palidoro, Servizio Sociale