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Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
Prendersi cura del proprio bambino: la visita ortopedica
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nella foto: Prendersi cura del proprio bambino: la visita ortopedica
Assistenza e Cura

Prendersi cura del proprio bambino: la visita ortopedica

26 NOV 2013 - La valutazione postnatale, la prima visita ortopedica, la visita in età prepuberale escludono o prevengono patologiche che richiedono trattamenti tempestivi e mirati

La prima valutazione del bambino avviene nella fase immediatamente post-natale. «Questa valutazione - ci spiega il dott. Gaetano Pagnotta, dell’Unità Operativa di Ortopedia di Palidoro  - viene effettuata dal pediatra-neonatologo che  prescrive immediatamente, in caso di necessità, una visita ortopedica neonatale e una serie di accertamenti diagnostici atti ad escludere particolari patologie (per es. l’ecografia dell’anca, per sospetta  displasia). Nella valutazione neonatale si fa riferimento sia all’anamnesi familiare (alla presenza cioè di patologie ortopediche nei genitori) sia all’anamnesi prossima (cioè al tipo di gravidanza, alle modalità di parto e ai primi momenti di vita extra-uterina).  Esistono delle infatti patologie congenite nel campo ortopedico che necessitano di trattamento immediato, quale la lussazione evolutiva dell’anca che può a volte essere causata da complicazioni del parto».

Dopo la valutazione post-natale, la prima visita ortopedica va fatta appena il bambino ha assunto stabilmente la posizione in piedi e riesce a muovere i suoi “primi passetti” senza bisogno di essere sorretto dai genitori.  Questa visita è fondamentale per individuare eventuali deformità scheletriche nella forma del piede, nell’allineamento degli arti inferiori e superiori e nella corretta postura della colonna vertebrale.

«Ci sono alcune precisazioni  da fare - tiene a sottolineare il dott. Pagnotta - su alcune condizioni particolari degli arti inferiori che tipicamente preoccupano i genitori: il piede piatto, il ginocchio varo e il ginocchio valgo.
Il piede piatto solitamente non può essere valutato prima dei 3 anni, quando  scompare quel cuscinetto adiposo, caratteristico della prima infanzia, che può nascondere l’arco plantare. È una condizione che regredisce in genere con l’età e sulla quale si deve intervenire (attraverso l’uso di plantare) solo in caso di deambulazione scorretta, dolore al carico prolungato e difficoltà nella corsa e mai oltre gli 8-10 anni.  
Anche il ginocchio varo  (con le gambe arcuate verso l’esterno, “a parentesi”) e il ginocchio valgo (con le gambe arcuate verso l’interno, “a X”)sono condizioni  fisiologiche della prima infanzia, tendono a regredire spontaneamente con l’età».

In età prepuberale la visita ortopedica è dedicata in particolare all’esame del rachide per escludere che nella crescita si evidenzino deviazioni vertebrali  (scoliosi e cifosi).

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