Bonus casa e affitti: attenzione alle nuove regole, cosa succede

Quando si beneficia di un bonus casa ci sono anche limitazioni di cui, talvolta, non si è a conoscenza. Le regole sono cambiate.  

Tendenzialmente quando viene adottato un bonus, che sia per l’affitto o per la casa in generale, sono posti sempre paletti precisi che vanno rispettati. Questo perché viene concesso a fronte di uso specifico o comunque entro certi limiti.

Regole attualmente in vigore per il bonus casa
Bonus casa, come fare ad ottenerlo – palidoronews.it

Il bonus casa e affitti quindi non è da meno e rientra in questo schema, comportando delle novità di nuova introduzione che tutti devono rispettare, anche chi aveva un beneficio già in corso d’opera. Per questo motivo è essenziale sempre informarsi per capire come cambiano nel tempo le questioni legittime.

Bonus casa e affitti: nuove regole

Il bonus casa è una detrazione Irpef fissata al 36% prevista per quelle spese, documentate, entro i 48 mila euro per unità immobiliare. Queste spese vengono suddivise in 10 anni, quindi la somma spettante si applica sotto forma di un credito da “spendere” negli anni a seconda dell’importo relativo. Viene corrisposto per manutenzione, recupero, restauro, ricostruzione o ripristino, per eliminare le barriere architettoniche, per migliorare la sicurezza, per opere di risparmio energetico, per sistemi antisismici, per la bonifica dell’amianto.

Regole attualmente in vigore per il bonus casa
Bonus casa, cos’è cambiato con le nuove regole – palidoronews.it

La detrazione viene elevata per l’anno 2024 del 50% per un massimale fino a 96 mila euro. Può farne richiesta il proprietario, chi gode del diritto di uso, inquilino o comodatario, cooperativa, azienda, familiari conviventi. Una delle regole riguarda proprio quest’ultimo punto, chiarito dall’Agenzia delle Entrate.

Secondo il documento 17/E infatti se c’è convivenza tra le parti al momento in cui si avviano i lavori o comunque la procedura, l’immobile viene utilizzato da entrambi, allora non solo si può fare domanda ma, in caso di decadimento della convivenza successivamente, il bonus resta attivo.

Per il convivente, in caso di modifiche, è possibile beneficiare delle detrazioni al 50%, facendo una richiesta mediante la CILA. Quindi se vi sono variazioni dopo la richiesta bisogna procedere obbligatoriamente in questo modo. Per quanto concerne l’affitto, laddove ad esempio si decidesse di porre in questa condizione la casa è possibile, in alcune specifiche condizioni però si perde lo sconto dell’annualità in corso, quindi dipende dalla propria posizione a riguardo e dal tipo di condizione.

Prima di procedere, dopo aver dato comunicazione di quanto sopra, si può valutare la casistica con un CAF al fine di evitare problemi. In generale è comunque possibile affittare e vendere il proprio immobile dopo i bonus ma con alcuni limiti.

Vi sono però molteplici eventualità che comportano la perdita del beneficio e quindi obbligano alla restituzione chi già sta fruendo dello sconto Irpef. Per questo motivo è sempre bene fare molta attenzione. Un esempio pratico è la realizzazione di opere edilizie che non rientrano nelle categorie dichiarate o di opere difformi all’uso abitativo. Quindi meglio sempre fare attenzione a ciò che si sceglie, ai modelli da presentare e alle proprie dichiarazioni.

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