Calamità naturale: per la prima volta anche l’Italia come in Africa è in stato di allerta

L’Italia sarà colpita da una grave siccità mai vista prima d’ora. Lo hanno annunciato gli esperti che che sarà una calamità naturale spaventosa.

calamità naturali
calamità naturali – palidoronews.it

 

Il 9 febbraio 2024 il governatore della Sicilia Renato Schifani ha dichiarato lo stato di calamità naturale da siccità severa, e la Sardegna ha già iniziato a limitare l’uso dell’acqua. L’Osservatorio sulle risorse idriche dell’ANBI (Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue) ha pubblicato un rapporto. Secondo quanto registrato è in crisi di siccità l’intero bacino mediterraneo, in particolar modo l’Italia meridionale e le isole maggiori. Vediamo le conseguenze che potremo subire in questo 2024.

L’Italia subirà una grave calamità naturale

 

Tutte le regioni del sud comprese le isole, già l’anno scorso, avevano dovuto affrontare una forte siccità. Potrebbe sembrare tutto regolare, dato che da sempre al sud, soprattutto nel periodo estivo, il problema c’è sempre stato. Purtroppo non grave come l’anno scorso, i dati sono stati molto allarmanti. Le scarse precipitazioni di questi ultimi mesi fanno già premeditare che quest’anno sarà ancora peggio.

Le temperature alte degli ultimi mesi faranno sì che oltre al sud, anche alcune regioni meridionali affronteranno problemi dovuti alla siccità in particolare su Abruzzo, Lazio e Umbria. Forti criticità anche nelle regioni del Nord: in particolare, su alcuni bacini del Piemonte, in Liguria ed Emilia-Romagna orientale. Anche il nord preoccupa, il fiume Po è in deficit d’acqua, allontanandosi sempre di più da una condizione di normalità.

Va meglio solo al Nord-Est dove, nonostante le temperature miti, nel mese di gennaio le precipitazioni sono state superiori alla media e lo stato di innevamento su Dolomiti e Prealpi risulta nella norma, soprattutto in Veneto.

Le stagioni e il clima, niente è più normale

grave siccità
grave siccità – palidoronews.it

 

Secondo la climatologia italiana, infatti, l’inverno è la stagione più piovosa e nevosa. Questo creerebbe le condizioni fondamentali per poter affrontare il caldo intenso dei mesi successivi. La neve in montagna costituisce un prezioso serbatoio d’accumulo e stoccaggio di acqua dolce che alimenta e sostiene tutti i nostri bacini idrici, da utilizzare poi in primavera e soprattutto in estate per l’agricoltura.

Purtroppo la situazione è molto cambiata, il clima caldo ha fatto sciogliere i ghiaccia, prosciugando fiumi e laghi e rendendo aride molte terre. A risentirne sono anche gli allevatori che si chiedono come potranno fare col loro bestiame se l’acqua non c’è. L’allevamento infatti è il settore più colpito per l’assenza di foraggio verde e la mancanza di scorte di fieno danneggiate dalle anomale precipitazioni della scorsa primavera.

 

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