Se il datore di lavoro ti fa queste domande puoi contestarle, non sono ammesse: la legge sul colloquio di lavoro

Secondo la normativa di legge, durante un colloquio di lavoro, il reclutatore non può fare domande personali. Ecco quali sono e cosa fare.

colloquio di lavoro
colloquio di lavoro – palidoronews.it

 

A me è successo e se l’avessi saputo all’ora chissà come sarebbero andate le cose. In ogni caso ora siamo qui e ti svelo una questione che davvero in pochi sanno. Ci sono delle domande durante un colloqui di lavoro che sono assolutamente vietate dalla legge. Se ti vengono fatte puoi contestare senza ripercussioni. Vediamo insieme quali sono queste domande e come ci si deve comportare nel caso dovessi riceverne una.

Prepararsi a un colloquio di lavoro

Quando si deve fare un colloqui di lavoro, sicuramente l’intervistato ha molto da giocarsi. L’attitudine al lavoro, le referenze, le esperienze, le competenze e gli studi sono tra gli aspetti che spesso si tengono in considerazione per scegliere un potenziale candidato. Purtroppo però succede che in sede di colloquio il titolare o il reclutatore fa delle domande inappropriate, personali e fuori luogo. A me è successo, tempo fa, in uno studio di commercialisti a Milano il ragioniere mi chiese se ero fidanzata, se avevo intenzione di sposarmi e di avere figli. Mi giudicò persino per la mia residenza, senza sapere se avessi il domicilio più vicino o se avessi l’intenzione di trasferirmi (cosa che avrei fatto).

La legge però prevede che queste domande sia illegittime e che quindi ciò che riguarda la sfera personale non debba essere trattato in sede do colloqui di lavoro. Lo Statuto dei lavoratori, il Codice delle Pari Opportunità, il Dlgs della Parità del lavoro e persino il Dlgs contro le discriminazioni tutelano la privacy. In ogni caso comunque il processo di selezione e di colloqui deve essere condotto rispettando il GDPR, ovvero il Regolamento UE 679/2016. 

Ecco tutte le domande vietate a un colloquio

domande vietate
domande vietate – palidoronews.it

 

Le domande che che non si possono fare durante un colloquio di lavoro sono di natura strettamente personale. Possiamo dividerle in diverse categorie:

  • Opinioni politiche e religiose, il reclutatore non può fare domande del tipo: ‘Crede in Dio?, Qual è il suo credo? Quale partito ha votato?’
  • Salute fisica, psicologica o disabilità, anche in questo caso il datore di lavoro non ha il diritto di sapere se si prendono ansiolitici, se si soffre di ansia oppure se si presentano attacchi di panico.
  • Stato civile e orientamento sessuale, le domande vietate sono molte ma quelle più frequenti e che non devono essere fatte sono: ‘Spera di formare una famiglia? Pensa di avere figli in futuro? Il suo partner è uomo o donna?’
  • Etnia o provenienza, come ad esempio domandare quali sono le origini.

L’azienda, quindi, ha l’obbligo di attenersi al Regolamento europeo citato prima. Questo significa che è tenuta a chiedere e/o utilizzare solo le informazioni strettamente necessarie e rilevanti per lo scopo del colloquio. In caso dovessero farla puoi tranquillamente declinare la risposta oppure contestare il colloquio di lavoro in corso.

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