Bonus anni di contributi: chiedilo al datore di lavoro e ottieni 5 anni

Bonus anni di contributi: torna la Pace Contributiva, che permette di ottenere dal datore di lavoro 5 anni di contributi.

Bonus anni di contributi
Bonus anni di contributi – Palidoronews

Nel triennio 2019/2021 il Decreto n.4 del 2019 aveva introdotto la Pace Contributiva, che permetteva di ottenere 5 anni di contributi semplicemente chiedendoli al proprio datore di lavoro. Nel 2024, torna questa possibilità sotto forma di bonus. Ecco come funziona e chi può beneficiarne.

Bonus anni di contributi

Il Governo Meloni ha deciso di reintrodurre, per il 2024 e il 2025, la Pace Contributiva in vigore nel triennio 2019/2021. La Pace Contributiva permette ai lavoratori di recuperare fino a 5 anni di contributi, acquistandoli per i periodi di vuoto tra l’anno del primo versamento e quello dell’ultimo. Si tratta di un bonus che interessa i lavoratori che hanno versato il primo contributo (a qualsiasi titolo) dopo il 31 dicembre 1995. La novità che emerge dalla circolare esplicativa dell’Agenzia delle Entrate,  è che la spesa può essere a carico del datore di lavoro, traducendosi in un’opportunità per il lavoratore di guadagnare 5 anni di contributi a costo zero.

L’attivazione della Pace Contributiva è prossima, ma si attende ancora la circolare dell’INPS con le indicazioni precise. Grazie ad essa i lavoratori che non hanno contributi sufficienti per usufruire di una delle tante misure pensionistiche attive in Italia, potranno completare la propria carriera contributiva e accedere alla pensione senza alcun costo. Considerando che ogni anno un lavoratore deve versare il 33% dell’imponibile lordo del proprio stipendio, recuperare 5 anni di contributi non è sicuramente una spesa da poco, e il fatto che può essere sostenuta dal datore di lavoro è più che positivo per i lavoratori. 

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Guadagni 5 anni di contributi
Guadagni 5 anni di contributi – Palidoronews

Nonostante la deducibilità dell’onere sostenuto i vantaggi del pagamento rateale fino a 120 rate mensili, il costo di questa operazione è spesso insostenibile per i lavoratori di fascia medio/bassa, per cui la possibilità di chiedere alla propria azienda di sostituirsi a lui nel versamento è un’opportunità d’oro per guadagnare 5 anni di contributi senza spendere nemmeno un euro. Viene da chiedersi quale sia il vantaggio per l’azienda, e questo è facilmente identificabile nella volontà di quest’ultima di sfoltire il personale e ridurre il proprio organico di lavoratori prossimi alla pensione.

Anche l’azienda infatti può usufruire delle stesse possibilità di sgravio dei propri dipendenti, e portare in deduzione il reddito imponibile e dividerlo fino ad un massimo di 120 rate mensili. Questa operazione, seppur onerosa, permette alle aziende di anticipare il pensionamento dei dipendenti che sono comunque prossimi a smettere di lavorare, dando loro la possibilità di assumere personale più giovane oppure semplicemente di ridurre il proprio organico pagando solamente la percentuale contributiva invece dell’intero stipendio. Si tratta di una soluzione che può far incontrare i bisogni di lavoratori e aziende, ma bisogna sempre analizzare i casi singoli per poter procedere.

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