Tristezza o depressione? Ecco come riconoscere e distinguere i segnali

Tristezza o depressione, questa è una domanda che spesso molti si fanno. Ecco come riconoscere i segnali tra stato d’animo e patologia.

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tristezza – palidoronews.it

 

Alcune situazioni nella vita possono metterci a dura prova, a volte il dolore è talmente forte che potremmo sentirci immobilizzati tanto da arrivare a punto di pensare di essere depressi. Partiamo subito col puntualizzare che la tristezza non è solo uno stato emotivo, ma possiede delle basi neurali molto forti. Tristezza non vuol dire automaticamente depressione, questo perché la prima è un’emozione, mentre la seconda è un disturbo psichico.

Cosa accade quando siamo tristi

Degli studi hanno dimostrato che c’è una sorta di asimmetria nel cervello che prova tristezza mentre la corteccia sinistra sembra essere meno attiva nei soggetti depressi. Questa scoperta ha introdotto un nuovo filone di ricerca sulla depressione, che si prefigge di combatterla con uno strumento di stimolazione della corteccia.

Un altro lavoro ha dimostrato come la tristezza abbia una sua “marca da bollo” unica nel nostro cervello rispetto a tutte le altre emozioni. Osservando il cervello durante le emozioni primarie (paura, disgusto, rabbia, felicità e tristezza) ci rendiamo conto che esso reagisce con dei circuiti neuronali simili, anche se pur sempre unici. Nel caso della tristezza, però, tutto ciò che hanno in comune le altre emozioni sparisce. La zona della corteccia prefrontale perde tutte le connessioni con altre zone del cervello, e l’attivazione si riduce a poche e discrete zone del cervello.

Tristezza o depressione? Come riconoscerli

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depressione – palidoronews.it

 

Spesso tendiamo ad associare tristezza e depressione usandoli addirittura come sinonimi. E’ importante sapere che il nostro cervello ci dice chiaramente che non è la stessa cosa. Gli studi effettuati hanno dimostrato che sono i neurotrasmettitori coinvolti nella depressione e che quindi è un vero e proprio disturbo psichico. Quest’ultimo coinvolge meccanismi diversi, ma dal punto di vista psicologico può essere considerata uno stato di “tristezza cronica” aggravato.

È ormai noto da tempo che la depressione provoca una diminuzione della serotonina e della noradrenalina nel sistema nervoso centrale. Di recente, sta avendo spazio anche la teoria dopaminergica della depressione, in quanto sono stati rilevati livelli più bassi del normale di questo neurotrasmettitore nei pazienti affetti da depressione.

Questi studi, però, non sono in alcun modo associati anche alla tristezza. Per quanto riguarda quest’ultima, infatti, ci sono degli studi che vedono coinvolti alcuni geni associati ai recettori di serotonina, dopamina e GABA. Si tratta di correlazioni che mettono in relazione comportamenti associati alla tristezza con disfunzioni ai geni associati a questi neurotrasmettitori. In conclusione tutto quello che abbiamo a disposizione è ancora troppo poco per trarre conclusioni complete e soddisfacenti.

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