Primo appuntamento su Zoom: ecco come ci si conosce nella generazione Z

La generazione Z fa il primo appuntamento su Zoom: ecco da dove nasce il nuovo trend e perchè piace a tutti.

Primo appuntamento su Zoom
Primo appuntamento su Zoom – Palidoronews

Quando si pensa al primo appuntamento il pensiero va subito a rose rosse, cene altisonanti e spese folli, ma la generazione Z lancia un nuovo trend in piena linea con i tempi moderni: vedersi su Zoom per il primo incontro. Ecco perchè in tanti condividono questo comportamento e perchè ai giovani non dispiace affatto.

Primo appuntamento su Zoom

Che le cose cambino e si modifichino con il passare degli anni è normalissimo, ma se alcune volte il cambiamento è in meglio, altre purtroppo, è in peggio. Questo è il caso del nuovo trend della Generazione Z che riguarda il primo appuntamento, perchè per i giovani il primo incontro avviene su Zoom. Sì, proprio la piattaforma di videocall che durante la pandemia ha permesso a tutti di continuare a lavorare e seguire le lezioni scolastiche. Questo strano trend emerge da un sondaggio dell’app di incontri Wingman, che ha rivelato che ben il 65% degli utenti dai 18 ai 27 anni sceglie di fare il primo appuntamento su Zoom, Meet o altre piattaforme similari.

Il sondaggio ha chiesto a 500 persone come solitamente si svolge il primo appuntamento, e il risultato mostra un cambiamento più che significativo. Infatti i giovani d’oggi, cresciuti in pandemia, non trovano nulla di strano nel fare il primo appuntamento in videochiamata, fare una chiacchierata e vedere così se c’è la voglia di vedersi di persona e approfondire la conoscenza. Un primo appuntamento tipo consiste nel mangiare insieme (ognuno a casa propria) mentre si chiacchiera e ci si racconta. Cosa spinge però i giovani a volersi incontrare virtualmente invece che di persona per il primo appuntamento? Ecco qualche motivazione.

I motivi del trend

Gen Z e appuntamenti
Gen Z e appuntamenti – Palidoronews

I motivi per cui i giovani preferiscono fare un primo incontro in videochiamata sono di diversa natura. Innanzitutto, come ribadisce Tina Wilson, la fondatrice di Wingman, “la Gen Z sa cosa vuole e cosa non vuole da chi ha accanto. Per questo, i primi appuntamenti virtuali sono un buon modo per scartare le persone con cui non ci si trova bene”. Poi c’è il fattore economico, perchè i primi appuntamenti costano, e i giovani non vogliono più spendere soldi per una persona con cui forse non usciranno più. Infine, vale anche l’aspetto della comodità e della flessibilità: chi si conosce sulle app di incontri spesso sente e frequenta più di una persona alla volta, e con gli appuntamenti virtuali si può fare di un appuntamento al giorno senza stress.

Se dal lato pratico tutto questo è sicuramente vero, dall’altro risulta altrettanto evidente come in questo modo i giovani perdano nettamente il contatto con la realtà, e arrivino a comparare un primo appuntamento quasi ad un colloquio di lavoro. Dagli atteggiamenti degli utenti delle app di incontri emerge un abbandono quasi totale del corteggiamento, della serietà e dell’esclusività, perchè in pochi frequentano una sola persona e dedicano il giusto tempo alla conoscenza, mentre la maggior parte degli utenti passa in modo molto rapido da una chat all’altra, quasi fosse uno sport. 

La maggiore pecca di questo trend è l’assenza del contatto faccia a faccia, della chimica, della cosiddetta scintilla: immagina di frequentare qualcuno per mesi virtualmente e poi vederlo di persona e scoprire che non ti piace per niente, non era forse meglio il caro vecchio primo appuntamento di una volta?

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