Sotto stress le abitudini alimentari cambiano. Ecco cosa succede allo stomaco, bisogna stare molto attenti

Sotto stress le abitudini alimentari cambiano. Tendiamo a mangiare tanto oppure si chiude addirittura lo stomaco, questo è preoccupante.

stress e abitudini alimentari
stress e abitudini alimentari – palidoronews.it

 

Ci sono quei momenti in cui ci si sente particolarmente sotto stress o in ansia e si chiude lo stomaco. Oppure succede l’opposto, ovvero quando ti senti triste e ti rifugi nel cibo mangiando cose a caso. Questo comportamento rientra nell’alimentazione emotiva (o emotional eating), cioè quel fenomeno per cui l’assunzione o meno di cibo è condizionata dal nostro stato emotivo del momento. Conosciamo meglio questo fenomeno insieme.

Sotto stress le abitudini alimentari cambiano, ecco come

Ansia e tristezza sono i due principali fattori scatenanti che agiscono in maniera diversa sul cervello. Queste causano, ognuna a proprio modo, comportamenti alimentari squilibrati che si manifestano, di norma, solo intorno a momenti di alto tasso di pressione psicologica. Uno di questi è quando ci si chiude lo stomaco e proprio non riusciamo a mangiare. Questo fenomeno può dipendere dall’aver ricevuto uno shock psicologico.

Il nervo vago è il più lungo del sistema nervoso autonomo e collega il cervello all’intestino, passando per polmoni, cuore, fegato, milza e reni. Queste connessioni creano un sistema di protezione. Si parla proprio di una difesa di cui la dottoressa Bruschi ha spiegato “che entra in funzione di fronte a una minaccia o uno stato di ansia. In questi casi si può infiammare e può creare diverse problematiche all’apparato digerente ma anche agli apparati cardiaco e respiratorio. Per fare un esempio, pensiamo a quel senso di pesantezza al petto e al respiro affannato che caratterizzano gli attacchi di panico“.

Come risolvere il problema

esercizi di respirazione
esercizi di respirazione – palidoronews.it

 

Il blocco allo stomaco emotivo rientra nella grande famiglia dei disturbi d’ansia e, per contrastarlo, dovresti lavorare sulla respirazione. Esattamente come i classici esercizi che vengono svolti da chi soffre di ansia patologica. “Tra i rimedi che si possono mettere in atto ci sono respirare in modo corretto per sbloccare il diaframma, recuperare un buono stile di vita e curare sonno e alimentazione. Se il disturbo diventa invalidante c’è ovviamente anche la psicoterapia” quanto specifica Bruschi.

L’alimentazione emotiva, come abbiamo detto all’inizio, comprende anche l’opposto, ovvero la fame nervosa. Questa consiste nel rifugiarsi nel cibo. “Mangiare diventa un meccanismo di compensazione che può essere una risposta a stati emotivi diversi come ansia, stress, noia o, più spesso, tristezza. Per risolvere questa problematica bisogna averne consapevolezza e capirne la gravità, cioè la frequenza con cui avviene” conclude la dottoressa. Anche in questo caso occorre creare nuove abitudini alimentari e affidarsi, se è il caso, a un esperto.

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