Il caffè aiuta a tenersi svegli. Nemmeno immagini cos’hanno rivelato i medici su questa bevanda

Il caffè aiuta a tenersi svegli, questa frase è molto ricorrente. Eppure cosa c’è di vero in questa affermazione? I medici hanno svelato il mistero.

caffè aiuta a tenersi svegli
caffè aiuta a tenersi svegli – palidoronews.it

 

Il caffè è una delle bevande più consumate in Italia e nel mondo e spesso viene consumato con lo scopo principalmente di “rimanere svegli”. Spesso viene preso solo per piacere, ma altri lo desiderano per il suo effetto “energizzante”, grazie al suo alto contenuto di caffeina. Ma è vero che ci fa sentire più svegli e meno stanchi? Scopriamo insieme quanto c’è di vero.

Il caffè aiuta a tenersi svegli: vero o falso?

Tra gli alimenti contiene la maggiore concentrazione di caffeina. Si parla di 1,3 g/L per un espresso, da qui deriva il suo nome. In pochissimi sanno, però, che una valanga di altri alimenti d’uso praticamente quotidiano contengono caffeina, in percentuali variabili.

Una semplice bottiglia di Coca Cola, ad esempio, ne possiede una concentrazione di circa 34 mg per lattina (da 33 cl). Un altro insospettabile caffeinomane è il cioccolato fondente che ne possiede addirittura più della Coca Cola, addirittura alcune varietà ne contengono ben 500 mg/L. Così come il tè, anche se questo alimento contiene una dose di caffeina inferiore a quelli sopracitati. Questo anche se la teina è la stessa molecola della caffeina. Perciò possiamo dire che in parte è vero che tiene svegli.

Quali sono gli effetti della caffeina?

pausa caffè
pausa caffè – palidoronews.it

 

Cominciamo col dire che la caffeina, a dispetto di ciò che immaginiamo, è una sostanza davvero potente. Il primo ruolo della caffeina è fare da antagonista a dei recettori particolari. Ovvero quelli normalmente predisposti ad accogliere l’adenosina (AR). Antagonizzare significa bloccare, prenderne il posto. Quindi la molecola di caffeina, subdola e infida, prende la forma del recettore bloccando il contatto con il legittimo proprietario, l’adenosina.

Normalmente, l’adenosina ha varie funzioni sul nostro sistema corporeo, sia nel cervello, sia in periferia. L’adenosina ha un effetto neuromodulatorio, ovvero regola il rilascio di neurotrasmettitori importanti per moltissime funzioni. Una di queste, ad esempio, serve per regolare il senso di stanchezza e di sonno.

L’adenosina, infatti, stimola in particolar modo i neuroni a rilasciare orexina (o oressina) il neurotrasmettitore del sonno. Normalmente, il meccanismo dell’adenosina si attiva nel cervello basale proprio quando siamo stanchi, dopo una lunga giornata di lavoro. Quindi l’uso di caffè, in questi casi, ritarda il senso di addormentamento e l’effetto “palpebra calante”. Sarebbe opportuno ricordare che è temporaneo e che reintegrare dell’altro caffè potrebbe diventare particolarmente nocivo per il nostro organismo.

 

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