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Il Web Magazine dell'Ospedale Pediatrico
Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
I progressi della chirurgia endoscopica nasale in ambito pediatrico
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nella foto: I progressi della chirurgia endoscopica nasale in ambito pediatrico
Assistenza e Cura

La chirurgia endoscopica nasale

17 OTT 2014 - Atresia coanale, poliposi, correzione del setto nasale. Un viaggio tra le eccellenze dell'Otorinolaringoiatria del Bambino Gesù

L’endoscopia nasale è una branca delle chirurgia per la verità non nuova. Nata negli anni ’80 è stata solo successivamente estesa all’ambito pediatrico, ma è proprio qui che oggi svolge forse la sua funzione più importante.

«Perché – ci spiega il dott. Giovanni De Vincentiis – ci permette di trattare patologie dei seni paranasali anche molto aggressive, risparmiando al contempo le strutture ancora in accrescimento dei nostri piccoli pazienti. Laddove una volta eravamo costretti,  per esempio sulle poliposi massive, ad aprire il seno mascellare e abbattere il palato, adesso possiamo operare per via endoscopica, “semplicemente” attraverso le narici, con danno tessutale minimo».

Nel bambino la poliposi bilaterale sottende quasi sempre ad una patologia di base che la motiva, di solito una fibrosi cistica.

Nella forme monolaterali si tratta invece di una patologia detta “polipo antro coanale” che preoccupa molto i genitori ma che in realtà può risolversi rapidamente con un intervento in endoscopia.

«Questo tipo di polipo - aggiunge De Vincentiis – si presenta quasi sempre in forma monolaterale, eppure solo poche settimane fa qui a Palidoro ne abbiamo "incontrato" uno bilaterale. Questo in effetti non stupisce perché, considerando il gran numero di pazienti che accedono al nostro Ospedale da numerosi regioni italiane, può capitare che un caso considerato raro altrove, è meno raro qui».

Un altro esempio molto significativo di questi progressi è l’intervento in caso di atresia coanale, di cui avevamo già parlato in questa sede.

«Sono bambini che nascono con una imperforazione del naso e quindi con gravi difficoltà a respirare, che noi operiamo anche appena nati in caso di forma bilaterale. Si trattava un tempo di un intervento “demolitivo,” mentre oggi si opera con estrema precisione e, se mi passate il termine, “raffinatezza”. Proprio di recente qui al Bambino Gesù di Palidoro abbiamo operato con successo un bimbo prematuro, che al momento dell’intervento pesava appena 1,2 kg e ad appena 5 giorni dalla nascita».

«Nella forme monolaterali della malattia – aggiunge - dove un tempo si aspettavano anche i 6 anni, adesso in endoscopia possiamo intervenire già a 1-2 anni di età».

Altra eccellenza dell’ORL di Palidoro sono le patologie malformative del setto nasale.

«Una volta  - ci spiega il dott. De Vincentiis – si pensava che il setto nasale si dovesse operare non prima dei 18 anni di età, perché si trattava di interventi estremamente demolitivi, che si portavano via porzioni significative di osso e cartilagine, con possibili conseguenze sullo sviluppo del naso e del viso del bambino durante la pubertà. Oggi noi sappiamo invece che lo sviluppo maxillo-facciale dipende essenzialmente proprio dalla correttezza del respiro e che  il naso orienta lo sviluppo del viso. Se il setto è deviato, anche lo sviluppo maxillo-facciale risulterà deviato. Siccome oggi siamo in grado di effettuare interventi molto conservativi (la cartilagine non si asporta ma si modella), siamo scesi molto con l’età dell’intervento, arrivando ad operare qui al Bambino Gesù anche bambini di 4-5 anni».

 

 

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