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Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
L'annegamento costituisce nel mondo la terza causa di morte per i bambini di età compresa tra 1 e 5 anni.
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nella foto: L'annegamento costituisce nel mondo la terza causa di morte per i bambini di età compresa tra 1 e 5 anni.
Assistenza e Cura

Rischio annegamento, i consigli utili per la salute dei nostri bambini

16 GIU 2015 - Cosa fare al mare o in piscina per prevenire e soccorrere in tempo utile i propri piccoli. Barbieri, Primo Soccorso Pediatrico di Palidoro: «Tra le raccomandazioni, insegnargli a nuotare il prima possibile»

Durante il periodo estivo aumentano le occasioni di divertimento all’aria aperta per i più piccoli. La ricerca del fresco e del gioco portano a scegliere come mete preferite il mare o la piscina.

Maria Antonietta Barbieri, responsabile del  D.E.A. Primo Soccorso Pediatrico del Bambino Gesù di Palidoro offre ai nostri lettori una serie di validi consigli su come agire prontamente per la prevenzione e il soccorso dei nostri bambini in un caso estremo come quello dell’annegamento.

Se  ci si ritrova ad ingoiare un po’ d’acqua, tossendo e sputandola subito dopo, non c’è da preoccuparsi. Se invece si inala il liquido all’interno delle vie respiratorie è necessario agire prontamente.

«Innanzitutto bisogna distinguere tra annegamento e semi-annegamento – spiega Barbieri -.  Il primo sopraggiunge per un danneggiamento della funzione respiratoria, a seguito dell’immersione in un liquido.  La perdita di conoscenza avviene in genere in un paio di minuti e il danno cerebrale diventa irreversibile in appena 4-6 minuti. Il semi-annegamento indica invece la condizione in cui il danneggiamento della funzione respiratoria non porta alla morte, ma può aver comunque causato seri danni».

L’annegamento, secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, costituisce nel mondo la terza causa di morte per i bambini di età compresa tra 1 e 5 anni. Per un bambino che muore per annegamento, quattro vengono ricoverati al pronto soccorso con danni cerebrali permanenti.

«Nel caso di semi-annegamento in mare o in piscina – continua Barbieri- è fondamentale che il bambino venga immediatamente rianimato liberando le vie respiratorie. Se non si è in grado di praticare le manovre necessarie, si deve tenere il piccolo in posizione supina in attesa dei soccorsi. Anche dopo la rianimazione è necessaria un’osservazione diretta di almeno 12 ore in ospedale, perché potrebbero insorgere problemi respiratori e convulsioni».

Sempre secondo i dati statistici l’annegamento avviene nella maggior parte dei casi in piscine private non sottoposte ai necessari controlli presenti invece nelle piscine pubbliche e in spiaggia.

«È importante sapere che in caso di semi-annegamento in piscina – sottolinea Barbieri - i danni potrebbero essere maggiori in quanto l’acqua dolce inalata passa dagli alveoli ai capillari in maniera molto rapida. Questo perché il liquido ha una concentrazione di sali inferiore rispetto al sangue che provoca il conseguente rigonfiamento dei globuli rossi e la successiva rottura».

«Tra le raccomandazioni che mi sento di fare c’è quella di insegnare ai bambini a nuotare il più presto possibile o far indossare loro dei giubbotti di salvataggio– conclude Barbieri-. Ovviamente la presenza di un adulto è imprescindibile nel momento in cui i bambini si trovano in acqua o vicino alla piscina».

Parole chiave: annegamento, OPBG di Palidoro e S Marinella, Palidoro, Pronto Soccorso Pediatrico, Rianimazione