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guarda il video Primo inserimento al mondo di un palloncino intragastrico su un bambino di 11 anni
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nel video: Primo inserimento al mondo di un palloncino intragastrico su un bambino di 11 anni
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Obesità infantile: il nuovo palloncino che si ingoia

2 DIC 2013 - Primi al mondo, i chirurghi dell'OPBG di Palidoro hanno inserito un pallone intragastrico in un bambino. Senza intervento chirurgico! Ce lo racconta il dott. Francesco De Peppo.

Uno dei trattamenti “non convenzionali” per la cura dell’obesità patologica è l’inserimento nel paziente di uno o più “palloncini” che vengono gonfiati all’interno dello stomaco per indurre un precoce senso di sazietà e aiutare così il paziente a seguire una dieta più corretta e dimagrire in maniera significativa e, soprattutto, stabile.

Fino a poco tempo fa questi palloncini venivano inseriti per via endoscopica ma oggi è disponibile una procedura alternativa che permette al paziente di inghiottire semplicemente una “pillola”, del peso di  appena 6 grammi, che verrà poi gonfiata all’interno dello stomaco attraverso un sottile tubicino. Questa nuova procedura è stata finora applicata solo agli adulti ma l’Unità di Chirurgia dell’OPBG di Palidoro l’ha di recente utilizzata  - per la prima volta al mondo – su un bambino di 11 anni, con Indice di Massa Corporea* pari a 33 e un eccesso ponderale di oltre 30 chili rispetto al peso forma per altezza ed età.

“Costituito da una membrana sottilissima – ci spiega il dott. Francesco De Peppo, Responsabile della Chirurgia Pediatrica Generale – il palloncino è studiato per resistere agli acidi dello stomaco ed è praticamente indistruttibile. Gonfiandolo  con un gas più leggero dell’aria - l’azoto -  facciamo sì che vada a posizionarsi nella parte alta dello stomaco, nel fondo gastrico, interagendo con i recettori dell’appetito».

In questo modo il paziente può sentirsi sazio senza la fastidiosa sensazione di ingombro e peso allo stomaco provocata dal palloncino di vecchia generazione.

«Il bambino sul quale abbiamo utilizzato per la prima volta questa procedura – ci racconta il dott. De Peppo – è riuscito a deglutire il palloncino al primo tentativo e, nel momento in cui lo abbiamo gonfiato con l’azoto, ci ha assicurato di non aver provato alcun dolore ma, al più, una “sensazione di bolle che si muovono”. Dopo circa un mese dal primo palloncino, ne abbiamo inserito un secondo (se possono inserire fino a tre) per aiutare il bambino a seguire lo schema dietetico fissato dal medico. Ciò è certamente più facile per la mancanza degli effetti collaterali tipici di un intervento chirurgico, anche se effettuato in endoscopia. Alla fine del trattamento il ragazzo ha ottenuto un calo ponderale di circa 6 Kg, nonostante un quadro ipertensivo che gli ha impedito di svolgere un’attività sportiva che avrebbe certamente migliorato i risultati».

Finora lo staff del dott. De Peppo ha inserito il nuovo palloncino in altri sette pazienti, di età variabile, e con IMC compresi tra 33 e 43 (si tratta di bambini che arrivano a pesare anche 120 chili!).

«Un altro vantaggio del nuovo palloncino  – aggiunge a questo proposito  De Peppo – è che può essere utilizzato su bambini con indici di massa corporea compresi tra 28 e 35 (col vecchio sistema, invece, si potevano trattare solo pazienti con IMC superiore a 35). In questo modo sarà possibile intervenire più precocemente sui casi di obesità patologica, senza dover aspettare che la situazione si aggravi ulteriormente».

*Indice di Massa Corporea (IMC) o Body Mass Index (BMI): per semplificare, è il rapporto tra peso e  altezza del paziente.

Parole chiave: Chirurgia, Endoscopia, Francesco De Peppo, Obesità, Obesità infantile, Obesità patologica, Palidoro, Palloncino intragastrico, Trattamenti non conenzionali