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Assistenza e Cura

Attenti all'influenza fuori stagione

2 MAG 2014 - Complice un clima tuttora instabile, il virus dell'influenza è ancora in agguato

L’influenza è una malattia di origine virale, che può presentarsi in diversi ceppi che mutano ogni anno. L'esordio è generalmente brusco e improvviso e lo stato febbrile dura circa 3-4 giorni. Ha la sua massima diffusione nel periodo invernale ma spesso ci sorprende anche nelle stagioni intermedie: in autunno e in primavera (ovvero adesso). Ricordiamo, insieme al dott. Massimo Pennacchia, le caratteristiche di questa malattia e cosa comporta per i nostri bambini.

Come si prende l’influenza?

«Purtroppo si trasmette molto facilmente, attraverso le  cosiddette "goccioline di Flügge", ovvero microgocce di saliva prodotte dallo starnuto di una persona infetta, che possono raggiungere anche una distanza di sette metri. È ovvio quindi che in un ambiente chiuso come un’aula di scuola il virus si trasmetta rapidamente. Il virus può resistere anche qualche ora in ambiente esterno. Se le goccioline di saliva finiscono su un tavolo, quindi, può capitare che un bambino si infetti  toccandole con le dita e portandosi poi la mano alla bocca».

Come si manifesta?

«La malattia può avere un corredo sintomatologico molto esteso, ma generalmente si manifesta con febbre, dolori muscolari e articolari, mal di testa, stanchezza e inappetenza (sintomo questo che è particolarmente evidente nei bambini e che spaventa molto le mamme)».

Come si può prevenire?

«L’influenza si previene fondamentalmente attraverso la vaccinazione. Siccome l’epidemia influenzale ha un andamento “ciclico” sulla Terra, noi possiamo conoscere in anticipo le caratteristiche del virus che si diffonderà nel nostro periodo invernale sulla base di quanto già successo dall’altra parte dell’emisfero.  Poiché la struttura del virus cambia, ogni anno è una piccola corsa contro il tempo per la creazione di un vaccino e la sua inoculazione, in modo da limitare al massimo il numero di persone che si ammalano. Ovviamente ci sono delle categorie di persone che hanno un particolare bisogno di non ammalarsi: da una parte gli anziani, dall’altra i bambini con problemi respiratori importanti, i bambini cardiopatici, quelli immunodepressi».

Come si cura?

«Innanzitutto è bene chiarire una cosa: non servono gli antibiotici, che sono invece efficaci contro le malattie di origine batterica. Per combattere i sintomi dell’influenza si utilizzano invece i cosiddetti “FANS” (farmaci anti infiammatori non steroidei) tra i quali i più diffusi sono il paracetamolo e l’ibuprofene. Questi farmaci servono soprattutto ad alleviare nel bambino quei sintomi (febbre, dolori , articolari, ecc.) che lo indeboliscono e gli tolgono la voglia di giocare e soprattutto di mangiare».

Bisogna avere paura della febbre?

«La febbre non è una malattia ma la risposta del nostro organismo a qualcosa che non va. Bisogna averne paura solo se associata a convulsioni e, anche in questo caso, è bene precisare una cosa: non è la febbre alta in sé a provocare le convulsioni, ma la velocità con la quale essa sale. Di per sé, infatti, la febbre è una reazione necessaria alla sconfitta della malattia».

In che senso?

«Tenete presente che molti virus sopravvivono alla temperatura di 37° C mentre muoiono a 38°. Inoltre, nel momento in cui il nostro corpo deve contrastare un’aggressione virale (o anche batterica) deve accelerare la produzione di anticorpi, accelerando un po’ tutti i meccanismi biologici e così la temperatura sale. Un po’ come un’automobile che aumenta i giri del motore per andare più veloce».

Parole chiave: Convulsioni, Febbre, Influenza, Malattie cardiache, Malattie Croniche, Malattie infettive, Massimo Pennacchia, Vaccinazione