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guarda il video Il dott. Leonardo Oggiano ci illustra le caratteristiche della patologia e i principali trattamenti
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nel video: Il dott. Leonardo Oggiano ci illustra le caratteristiche della patologia e i principali trattamenti
Assistenza e Cura

Scoliosi idiopatica adolescenziale: Il Bambino Gesù centro di eccellenza

27 FEB 2015 - Diagnosi e trattamento per una patologia che colpisce soprattutto le femmine in età puberale

Quello della scoliosi, è uno degli argomenti più diffusi in età adolescenziale. Si parla di questa patologia, in termini tecnici, in presenza di una curvatura della colonna vertebrale strutturata e associata ad una rotazione vertebrale.

Esistono diverse forme di scoliosi, che possono manifestarsi a differenti età. Il caso più comune è quello della scoliosi idiopatica adolescenziale, che interessa per l'appunto l'età dell'adolescenza colpendo prevalentemente i soggetti di sesso femminile. Si stima che questa forma riguardi 4 femmine per ogni  maschio e, nelle forme più gravi, ovvero quelle che richiedono un intervento chirurgico, il rapporto sale a 9:1.

L'età tipica di insorgenza di questa patologia è quella puberale, quindi tra gli 11 e i 12 anni per le bambine, e tra i 13 e i 14 anni per i bambini.

LE CARATTERSITICHE DELLA SCOLIOSI

«Le caratteristiche di una scoliosi – spiega il dott. Leonardo Oggiano, del reparto di Ortopedia di Palidoro - sono quelle di una curvatura laterale, associata a rotazione vertebrale. È proprio questa rotazione vertebrale a dare il classico segno scoliotico, il “gibbo”, una prominenza della parte scoliotica che può essere dorsale, lombare, oppure dorso-lombare se siamo di fronte ad una doppia curva».

Secondo le linee guida europee per il trattamento della scoliosi, è necessario basarsi sul valore della curvatura al momento della prima osservazione, oltre alla “storia naturale” della progressione di questa curva. «Di ogni paziente - sottolinea Oggiano - è necessario valutare l'età in cui si sottopone alla prima visita in rapporto alla pubertà, e i segni che emergono dalla prima radiografia. Per valutare i risultati di questo primo esame diagnostico, si ricorre o al Test di Risser, che consente di stabilire il grado di sviluppo osseo (da 0 a 5) valutando l'ossificazione delle ali iliache, oppure attraverso una radiografia della mano (per rilevare la maturità ossea)».

I POSSIBILI TRATTAMENTI

Esistono diverse procedure per il trattamento della scoliosi e, in alcuni casi, non è detto che vi si debba ricorrere.

«Il trattamento con corsetto – spiega Oggiano – riguarda scoliosi in età puberale, con segno di Risser quindi inferiore ai 3 gradi, che hanno possibilità di crescere tra i 20 e i 25, fino ai 45 gradi. La scelta del corsetto più adatto si deve basare sul cosiddetto “apice”, ovvero il punto di maggior curvatura della colonna vertebrale. Generalmente l'utilizzo del corsetto deve essere continuativo nell'arco della giornata, per almeno 20-22 ore al giorno. Il corsetto può essere sostituito da altri nel tempo, in genere, dopo il cosiddetto “adattamento antropometrico”. Questa valutazione si effettua dopo 6 mesi, riesaminando il ragazzo e considerando l'eventualità o meno di un ricorso ad un nuovo corsetto».

Tra le pratiche correttive della scoliosi idiopatica adolescenziale, c'è anche quella del busto in gesso, che viene ancora utilizzata con risultati spesso molto buoni. «Il trattamento in gesso – sottolinea il dottor Oggiano -  può essere utile nelle scoliosi che si presentano già a prima vista con valori molto marcati, tra i 30 e i 40 gradi. Il trattamento è continuativo, dal momento che, chiaramente, il busto in gesso non può essere rimosso».

Parole chiave: Busto, Gesso, Leonardo Oggiano, Ortopedia, Scoliosi