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Il Web Magazine dell'Ospedale Pediatrico
Bambino Gesù di Palidoro e S. Marinella
guarda il video L'attività del fisioterapista al Bambino Gesù
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nel video: L'attività del fisioterapista al Bambino Gesù
Assistenza e Cura

Il terapista del Bambino Gesù: una figura multidisciplinare

11 GIU 2015 - Un'attività che spazia dal campo ortopedico a quello fisiatrico, fino alla neuroriabilitazione, per venire incontro alle esigenze dei piccoli pazienti con gravi disabilità

Michelangelo Razzino è uno dei terapisti che da molti anni lavorano al Bambino Gesù nella sede di Palidoro, la cui formazione tocca diversi ambiti clinici, coerentemente con la vocazione alla multidisciplinarietà dell’Ospedale.

«Il nostro compito – spiega Razzino - è aiutare i nostri piccoli pazienti a recuperare le funzionalità degli arti e del tronco, perdute a causa di patologie congenite o in seguito a gravi lesioni traumatiche. Lavoriamo sia in campo ortopedico, per la riabilitazione post-operatoria correlata per esempio ad interventi sulla colonna, sia nel settore della neuroriabilitazione. In questo secondo caso le lesioni sono a livello neurologico e dobbiamo insegnare a questi bambini a imparare ad usare nuovamente le proprie braccia e le proprie gambe».

Osservando le palestre in cui si svolge l’attività di riabilitazione, non si può fare a meno di notare la presenza di oggetti particolari, come la pedana oscillante per la terapia posturale e le “scacchiere” per favorire le percezioni visive dei bambini con lesione cerebrale, oltre al tapis roulant per il recupero della funzione del camminamento. Oltre a questi strumenti  la cui funzione terapeutica è ben chiara, ci sono però anche molti giocattoli come costruzioni e pupazzi colorati che si illuminano ed emettono suoni.

«Il bambino con danni neurologici – spiega Razzino – ha enormi difficoltà in attività che per noi sono facili e immediate, come individuare un oggetto desiderato e afferrarlo. I giocattoli che noi usiamo per la terapia sono strumenti tattili, visivi e uditivi che servono a stimolare il piccolo paziente a ricostruire un ponte tra questi ambiti percettivi».

Parlando della propria esperienza a Palidoro, Razzino sottolienea come ogni bambino che ha aiutato rappresenti per lui un ricordo diverso e ugualmente prezioso.

«Ci sono pazienti che recuperano più in fretta le proprie funzionalità, mentre altri sembrano invece bloccarsi per lungo tempo, ostacolati soprattutto dalla paura. Bambini con un sorriso disarmante e bambini che piangono sempre. Noi li ricordiamo tutti con affetto, perché ogni risultato che otteniamo, piccolo o grande che sia, è importante quanto il mondo intero».

Parole chiave: danni cerebrali, Disabilità, funzione accomodativa, Lesioni ossee, Michelangelo Razzino, Neuroriabilitazione, Ortopedia, pedana girevole, pedana oscillante